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Presentazione e  tappe :

che in pratica saranno giornalmente rivoluzionate, a seconda delle condizioni nostre e del tempo.
Risulteranno infine le seguenti:
Tappa 1 Bastia – Port Centuri Km. 58
Tappa 2 Port Centuri – St. Florent Km. 58
Tappa 3 St. Florent – Calvi Km. 69
Tappa 4 Calvi – Porto Km. 80
Tappa 5 Porto – Sagone Km. 43
Tappa 6 Sagone – Acqua Doria Km. 76
Tappa 7 Acqua Doria – Sartene ( Cargese) Km.50
Tappa 8 Sartene – Bonifacio Km. 51
Tappa 9 Bonifacio – Ghisonaccia Km. 90
Tappa 10 Ghisonaccia – Bastia Km. 94
Tappa 11 Bastia – St. Michele Murato Km.65
La trasferta a Savona per il traghetto si decide di farla in treno.
Strettamente equipaggiati tutti e tre con alle ore 13.05 di martedì 31 maggio siamo alla stazione di Lugano e l’avventura inizia.
Sono felice come spero lo siano anche gli amici. La Corsica la conosco via mare e terra ma non in bici e non vedo l’ora di iniziare questa avventura.
Qualche annotazione :
Da qualche parte ho letto che in Corsica non esiste la pianura.
La realtà,
le strade seguono con ostinata regolarità la configurazione del terreno. Continui sali scendi con pochi metri di dislivello, sempre ben pedalabili, ma che alla fine pesano sulle gambe per i continui cambiamento di ritmo.

Prima tappa: Bastia – Port Centuri
1 giugno 2005
Km. 58

Ore 07,00 puntuali il traghetto della Corsica Ferry attracca al molo di Bastia. Si sbarca. Qualche verifica all’equipaggiamento e imbocchiamo la D80 in direzione Macinaggio. La strada è bella con sali scendi ben pedalabili, poco traffico. Facciamo una tappa a Erbalunga, ridente paesino sul mare, pulito e le case ben conservate. Un porticciolo ospita alcune barche di pescatori. Ci rinfreschiamo e Raffaele scatta alcune foto. Percorsi ca 9 km il solito “che a ga pisaa a dos l’oroc” fora. Velocemente Raffaele sostituisce la camera d’aria e si riparte. Verso le 09,30 arriviamo a Macinaggio. Porto per barche da diporto e tappa quasi obbligata per chi effettua la traversata dall’Italia. Alla fine del paese la D80 svolta a sinistra e inizia a salire verso il Col ST. Nicolas e col del La Serra a 365 msm. La salita é abbastanza dolce e il peso delle borse no si fa sentire troppo. Dopo 10 km tra piante di Mirto, Corbezzolo e querce sempre verdi alle ore 11,00 scolliniamo. Scattiamo qualche foto per documentare il sito. La strada scende verso Port Centuri, nostra prima meta. Il solito sfortunato fora per la seconda volta poco prima di imboccare la D35 che scende a Port Centuri. Arriviamo alle 12.30.
Prendiamo possesso dell’unica camera d’albergo riservata per tutto il nostro viaggio, ci facciamo una doccia, un riposino ed andiamo a visitare questo paesino di pescatori votato però al turismo.
Ce ne accorgiamo dai prezzi ( il turista come dappertutto è una mucca da mungere, oggi c’è domani …..)
Accogliente, ben tenuto con il solito porto dove si scarica di tutto, pescatori intenti a riparare le loro reti nessuna presenza di diportisti salvo qualche turista. Gli unici in bicicletta siamo noi e ne siamo fieri.
Alla sera, è la prima sera in Corsica e in un paesino di pescatori, cena d’obbligo a base di pesce.
Fresco e ben cucinato ci facciamo un fritto misto innaffiato da un ottimo rosé nostrano. Ore 22.00 tutti a cuccia per un meritato riposo anche perché la vita notturna a Port Centuri non esiste.

Seconda tappa: Port Centuri – St. Florent
2 giugno 2005
Km.58

Ore 07.15 sveglia, colazione abbondante e via per la D35 che sale per ca 4 km in direzione Morsiglia . La salita è ripida ma siamo freschi e riposati quindi in poco più di mezzora incrociamo la D80. Ci viene comunicato che la strada è in pratica un cantiere lungo 14 Km.
Lasciamoci sorprendere ma infine la realtà sarà quella. Strada con fondo ghiaioso, sassi e buchi si avanza con prudenza tra saliscendi. Il traffico limitato salvo qualche motociclista pure loro in difficoltà.
Sostiamo per scattare qualche foto delle famose spiagge nere ma la polvere ci impedisce di godere ampiamente dello splendore della natura che ci circonda.
Dopo aver superato l’ennesima salita e l’ennesima discesa dopo ca 40 Km arriviamo a Nonza. Paesino storico dove visitiamo la chiesa dedicata a Santa Giulia e la torre a picco sul mare. Ci sono bellissime spiagge ma difficilmente raggiungibili. Ci facciamo una birra, mangiamo e poi via per St. Florent.
I soliti sali scendi e raggiungiamo i vigneti di Patrimonio. I loro vini sono noti e molto buoni. Facciamo la conoscenza del vento contrario, piuttosto forte, fino alla rotonda per deviare sulla D81. Raggiungiamo St. Florent dopo 5 Km verso le 12.30. Troviamo un albergo in centro e dopo le solite operazioni tentiamo di fare un bagno nel mare. Vuoi l’acqua un po fredda la spiaggia non troppo pulita (c’erano parecchie alghe) desistiamo e andiamo a cercare l’occorrente per riparare le camere d’aria, quella della prima tappa e quella del Raffele che ha forato oggi. Visitiamo il paese, il porto con i soliti panfili per ultramilionari, assistiamo a una processione religiosa e ci facciamo un aperitivo in attesa della cena che sarà strettamente a base di pesce.

Terza tappa: St. Florent – Calvi
3 giugno 2005
Km. 69

Ore 07.00 sveglia, i soliti riti, Gabry e Raffaele si radono la barba il sottoscritto preferisce radersi la sera.
La giornata è splendida e si annuncia calda. Siamo in forma smagliante pertanto, prevediamo di allungare fino a Calvi. I due amici, più prudenti propongono di decidere a Ile Rousse, aderisco alla proposta.
Sempre sulla D81 iniziamo a scalare (per modo di dire) il mitico desert des Agriates che deserto no è in quanto molto verde con una vegetazione splendida tipica della zona. Mirto, Corbezzolo a altri arbusti non identificati.
Secondo la storia, questo desert era un immenso granaio ora riserva di caccia, allevamento di bovini e capre.
Attraversiamo il paesini di Casta (paese natale dell’attrice Letizia Casta) Baccialu e Bocca di Vezzu per poi iniziare una lunga e graduale discesa verso Ile Rousse sempre con i soliti sali scendi che seguono la configurazione del terreno. Raffaele fora per la seconda volta, ma lui specialista in un batter d’occhio corre ai ripari. Ci infiliamo lungo la N1197 fino a Lozari quindi la N197 per approdare a Il Rousse dopo 45 Km. alle 11.45.
C’è il mercato che visitiamo. Le solite cose. Ci facciamo una bibita, quindi, essendo in buone condizioni decidiamo di prolungare fino a Calvi.
La strada, uscendo da Il Rousse sale fino a 313 msm, raggiungiamo Algajola, Lumio quindi alle ore 13.15 Calvi non senza percorrere i soliti sali scendi di cui parecchi anche impegnativi.
Ci godiamo una Pietra (birra Corsa buonissima ma piuttosto cara) e una tagliata. Andiamo a vedere l’hotel du Centre consigliato dal barista. Una vera porcheria e probabilmente c’erano anche i topi.Troviamo un alberghetto in periferia con camera con vista sul mare. È il terzo giorno quindi facciamo il bucato, Raffaele ex tennista si guarda una partita in TV mentre io scrivo un SMS alle nostre moglie in vacanza a Ischia con un pensiero particolare a Gaby.

Quarta tappa: Calvi – Porto
4 giugno 2005
Km.80

Questa mattina ci svegliamo tutti e tre verso le 06.30. Chissà perchè ?
Come sempre, la giornata è splendida, si fà colazione verso le 07.30 e via in sella.
Imbocchiamo la D81b e si inzia a salire verso il Colle della Serra a 216 msm.
La strada segue la costa passando dal golfo della Revellata, Capo a u Cavallo, il Golfo di Galéria e paesaggi mozza fiato. I soliti sali scendi, dopo 2 ore raggiungiamo Galèria. Facciamo conoscenza di Alfredo, un torinese pure lui in MTB, un tipo simpatico e un po speciale. Chiede se può farci compagnia.
Rinunciamo di visitare il paesino di Galèria in quanto dista ca 4 Km dall’incrocio tra la D81b e la D351 che scende fino a Galéria. Scattiamo qualche foto in compagnia di Alfredo, Percorriamo ca 2 Km sulla D351 e a Le fango svoltiamo adestra per la D81 che sale sul colle della Palmarella a 408 msm.Sono 11 Km di salita ben pedalabile da 30x23 (le nostre montagne sono altra cosa). Scolliniamo dopo 45 Km alle ore 11.00.
La discesa verso il col del La Croix, 269 msm è un tratto sterrato con sassi e diversi lavori in corso. Si avanza lentamente in taluni tratti a piedi per evitare qualche foratura. Ci fermiamo per una birra e per mangiare un panino all’unico spaccio.
La solita fregatura, 4 birre e 3 panini con una unica fetta di prosciutto per la modica cifra di € 29,90. Ci sentiamo spremuti e presi per il ……
Stiamo bene (l’Alfredo un po meno) quindi decidiamo di proseguire fino a Porto che raggiungiamo in breve tempo.
Il paesino è un bijou tutto sul mare votato al turismo che per il momento è assente.
Tutto ciò non ci disturba più di quel tanto.
Troviamo un albergo con piscina,100 € in tre in una camera privilège con vista sul mare. Prezzo sicuramente accettabile.
Alfredo, essendo in tenda si cerca un campeggio.
La sera ceniamo tutti e quattro assime. Alfredo offre l’aperitivo per sdebitarsi della camera d’aria che Raffaele gli à regalato e anche sostituita.
Domanda : ma se era solo che faceva ?

Quinta tappa: Porto – Sagone
5 giugno 2005
Km. 43

Tappa relativamente corta. Dopo le solite operazioni di routine, sveglia colazione e preparazione dei bagagli, alle ore 08,15 pariamo. Per strada dovrebbe aspettarci Alfredo. Ci aspettano 9 Km di salita impegnativa tra roccie, pini marittimi.
La strada è sempre la D81che costeggia les Calanche. Al crocichio subito dopo il paese a sinistra si deriva la D84 che porta verso l’interno e le montagne, quelle vere.
Comunque, dopo un ora arrviamo sul colle di Lava a 443 msm. quindi al paesino di Piana. Strano nome visto che di pianura non ne esiste. Breve sosta per una bibita mentre Alfredo prosegue. Lui dovrebbe recarsi ad Ajaccio per prendere il treno in direzione di Bastia.La strada sale ancora per qualche chilometro per infine scollinare a 491 msm.Lunga discesa verso Cargèse con le immancabili salitelle da prendere con slancio. Dopo 30 Km arriviamo a Cargèse.
Anche a Cargèse, paesino abbastanza insificante, breve soste per una bibita e quindi per 13 Km costeggiamo il mare con il soliti sali scendi (tanto per cambiare) arriviamo a Sagone. Il paese vuoto, non è ancora la stagione del grande turismo.In quei periodi potrebbe trasformarsi in una autentica bolgia di vacanzieri rumorosi.
Non abbiamo nessun problema per trovare un hotel. Ci facciamo una doccia e decidiamo di andare a mangiare un boccone in un ristorante vicino all’hotel.
Sorpresa ! chi troviamo ? Alfredo, intento a divorarsi unînsalata di mare. Mi faccio una pizza. Personalmente ogni tanto mi viene la voglia di una pizza, mi accompagna Gabry mentre Raffaele, becco più raffinato, si fa pure lui un’insalata di mare.
Ceniamo all’hotel ottima a base di pesce e non troppo cara.

Sesta tappa: Sagone – Acqua Doria
6 giugno 2005
Km. 76

Dopo i soliti riti, sveglia, toillette e colazione lasciamo Sagone alle ore 08.15.
Sempre sulla D81pedaliamo per qualche chilometro su falsi piani fino a raggiungere Calcatoggio.
Ci aspetta una la scalata del colle St. Bastiano. 6 Km di salita ma pedalabile (oramai nulla può farci paura). La mia schiena, contrariamente al solito, fa giudizio e non mi crea problemi. Scolliniamo alle ore 10.10 a 411 msm.
Proseguiamo in discesa fino al Col de Listicone a 232 msm quindi una ripida disesa verso Ajaccio.
Ci inoltriamo con difficoltà in una città caotica con traffico intenso e indisciplinato. Presto ci rendiamo conto di non trovarsi a nostro agio e non più abituati. Alla prima rotonda istintivamente facciamo dietrofront. Ajaccio la visiteremo un’altra volta.
Decidiamo quindi di prolungare la nostra tappa. Pedaliamo di buona lena, aggiriamo l’aeroporto Campo dell’oro sulla superstrada fino al Col de la Seghia.Giriamo a destra per imboccare la D55 una stradina secondaria con poco traffico e che costeggia il mare. Raggiungiamo Porticcio, Agnarello. Qualche salitella e raggiungiamo Portigliolo con l’intenzione di trovare un alloggio e passare la notte.
Con qualche difficoltà nel trovare una sistemazione, ci troviamo in periferia. Non ci resta che prolungare di nuovo la tappa. Dopo Portigliolo, attraversato un ponte su un riale la D55 svolta a sinistra e diventa la D155.Troviamo un cartello che indica camere libere a Acqu Doria. Una breve occhiata alla cartina per renderci conto che abbiamo una salita di 5,5 Km per raggiungere quota 400 msm. Siamo a livello del mare e la prima parte di salita ci fà impressione. Non avendo altra soluzione facciamo buon viso a cattiva sorte, ci guardiamo in faccia, scaliamo sulla corona più piccola cioè come dice Raffaele il frullino, e via. Le pendenze a volte superano facilmente il 10% con punte fino al 15%.
Stringiamo i denti, Gabry mi consola e Raffele scatta qualche foto e verso le 17.00 abbiamo scalato anche il Colle Corton raggiungendo Acqua Doria.
Paesino di quattro gatti poche case una chiesetta e due bettole.
Troviamo la camera, una topaia, che purtroppo dobbiamo condividere con le formiche e scarafaggi, la doccia va a pezzi ma almeno abbiamo da lavarsi e dormire. Ci fregano 70 € per una notte e volevano darci una salvietta in tre.

Settima tappa: Acqua Doria – Sartène
7 giugno 2005
Km. 50

Tappa breve e dopo colazione a base di succhi di frutta pane e marmellata lasciamo Acqua Doria. Una breve salita di ca 2 Km scendiamo verso Porto Pollo sempre sulla D155 passando per Marmontaja, Pietra Rossa, fino ad incrociare la D 157. La strada è mal messa piena di sassi e si è sempre in frenata. Le mani fanno male. Alle 10.10 arriviamo a Abbartello, facciamo una sosta per un caffè dopo i soliti sali scendi che si compensano prendiamo la N196 e alle 11.15 siamo a Propriano paese tipicamente turistico ma con pochi turisti (con i prezzi che corrono !!).
Ci mancano 11 Km decidiamo di farsi una birra. Sempre sulla N196 lasciamo la costa per l’entro terra, una breve salita finale di 5,5 Km sotto la minaccia di un temporale alle 13.00 siamo a Sartène.
Cerchiamo un hotel un pò lontano dal centro.
Troviamo un ottimo albergo gestito da uno Zurighese un po’ caro ma confortevole.

Ottava tappa: Sartène – Bonifacio
8 giugno 2005
Km. 51

Ci alziamo pieni di fiducia, una volta a Bonifacio ci aspetta una giornata di riposo.
Solito tran-tran e ci avviamo sempre sulla N196 verso Bonifacio. C’è vento da Est e noi andiamo proprio in direzione Est Sud-Est vale a dire vento in faccia che non ci abbandonerà per tutto il tragitto.
La nazionale N196 si trova nell’entro terra e dopo una ventina di chilometri saliamo sul passo a Roccapiana a 352 msm. Non ce ne siamo accorti, scendiamo verso il mare e dopo 31 Km con i soliti sali-scendi alle 11.30 siamo a Bonifacio. Porto importante, ex sede di reclutamento per la legione straniera ora in disuso e pese votato al turismo.
Non è ancora la stagione del grande bum e di turisti ve ne sono veramente pochi.
Prima di cercare un hotel ci facciamo tre birre, sorpresa, queste tre birre ci costano la bellezza di 10 € pari a Fr. 15,00 svizzeri. Incominciamo a capire perchè ci sono pochi turisti. Una sbirciatina all’ufficio del turismo, qualche visita agli alberghi, decidiamo di cercare un Bungalov. Passeremo un giorno di riposo facciamo spesa e per cena gamberetti al vino bianco, cucinati egregiamente da Raffaele, con tagliatelle. Una bottiglia di bianco quale aperitivo e una di rosso per cena.
Una breve passeggiata per un gelato al porto. Il paese è vuoto come pure i ristoranti.
Il giorno seguente, tanto per non perdere l’abitudine, in bici andiamo al faro del Pertusato e alla Plage de Catalonga per un bagno. Totale Km 45.

Tappa 9 : Bonifacio – Ghisonaccia.
10 giugno 2005
Km. 90

Ci si alza non troppo presto alle 08.00. Raffaele va in paese a far la spesa per la colazione. Ore 08.45 si parte. Il vento ha cambiato direzione, soffia da Nord. L’abbiamo in faccia. Tra sali-scendi e lunghe tirate completamente diritte la N198 ci porta a Porto Vecchio. Una visitina al pesino per un caffé. Poca gente e traffico discreto. Incontriamo qualche ciclista. Pedaliamo di buona lena e dopo 50 Km a Tarco. Sono le 12.00 decidiamo di mangiare un panino e una birra. La strada sempre diritta e noiosa ci spinge a prolungare il nostro viaggio. Alle 13.00 siamo a Solenzara. Una visita al porto turistico qualche foto, una sbirciatina alla carta e visto l’ora decidiamo di prolungare fino a Ghisonaccia che raggiungiamo alle 15.00. Abbiamo qualche problema ne trovare un alloggio ma tutto si risolve per il meglio. Dopo 90 Km ci sistemiamo in uno studio arredato di tutto punto e non troppo caro. Di onesti, sono rari, ma ne esistono ancora.

Decima tappa: Ghisonaccia – Biguglia
11 giugno 2005
Km. 94

Dopo un’abbondante colazione alle 08.00 partiamo da Ghisonaccia. Si va via veloci, il vento finalmente soffia da Sud. L’abbiamo in poppa “essendo anche velista uso questo termine”. In poco più di mezzora percorriamo 18 Km. Si va via a trenta Km/h.
Breve tappa ad Aleria e alle 10.30 sempre sulla N198 siamo a Moriani. Raffaele va in crisi di fame quindi facciamo una breve pausa per rifocillarsi. Sempre costeggiando il mare a Casamozza deviamo sulla D210 quindi sulla D107 verso la Canonica, Plage de Pineto, de la Marana, les sables de Biguglia attorno allo stagno de Biguglia approdiamo a St. Damiano dove affitteremo per i restanti quattro giorni un Bungalow.
Biguglia dista da Bastia ca. 9 km è veramente a un tiro di schioppo quindi rinunciamo di cercare un albergo in centro città, rumorosa e inquinata dal traffico portuale.
Faremo una meritata vacanza con qualche piccola trasferta in bici a St. Michele de Murato e a Bastia.
Il nostro giro della Corsica termina qui. L’esperienza è stata positiva e tutti e tre abbiamo fantasticato sul prossimo giro. Le idee sono tante e sicuramente, salute permettendo, una la realizzeremo.
Quello che porto nel cuore lo tengo per me ma ancora una volta ringrazio Raffaele e Gabriele. Sapevo di avere dei veri amici e in queste due settimane ne ho avuto la conferma.

Il redattore
G. Pedrazzi

Tappa 11 : Biguglia – St. Michele de Murato — Bastia
12 giugno 2005
Km. 65

Bella giornata e non avendo l’ozio quale virtù, decidiamo do andare a visitare quel gioiello di chiesa di St. Michele de Murato. Di questa chiesa, questa architettura del 1050 mi affascina e non volevo che i due amici rientrassero senza vedere questo capolavoro.
Dalla N193, molto trafficata si prosegue per circa 7 Km in direzione Casamozza ad una rotonda si devia verso destra per la D82 che sale per 15 Km.
Questa volta senza le borse. Ci sembra di volare. Visitiamo questo monumento e scattiamo qualche foto.
Saliamo fino al paese, per una Pietra (birra molto buona della Corsica) scambiamo qualche parola con gli avventori della bettola. Sono curiosi e vogliono sapere da dove veniamo. Tra di loro parlano Corso ma si esprimono molto bene in Italiano.
A Murato i ragazzi possono giocare ancora a pallone nelle piazze e gli automobilisti sono invitati a prestare attenzione.
Al crocicchio prendiamo la D 62 che scende per il Défilé de Lancone per raggiungere Casatorta.
Verso le 12.30 siamo a Bastia nella cittadella e mangiamo una bruschetta.
Il giorno seguente vogliamo visitare Corte antica capitale della Corsica. Cittadina di cultura e storica. Possiede una università. Verifichiamo gli orari del bus e del treno. Partenza molto preso poiché questo treno è un po’ come il treno del latte. Ha uno scartamento tutto suo e va molto piano con il grosso vantaggio di gustare tutto il paesaggio che è veramente molto bello.