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Il piccolo team "Merida" Gaby - Gabri - Raffaele presenta : Il "Camino Francés" in MTB. Da Saint Jean Pied de Port a Santiago de Compostela. 860 Km di magnifiche pedalate. Settembre 2006
 

La Partenza

29 agosto 2006 Giorno della partenza. L'attesa, la tensione e anche qualche preoccupazione, sono state lasciate a letto. La voglia e la gioia di andare in bici per qualche settimana è troppo grande.

Ore 03.45
sveglia, igiene personale e una colazione veloce

Ore 04.30
Vado a prendere il Gabri

Ore 04.45
Vado a prendere il Raffaele
Quindi partenza via autostrada.
Traffico scorrevole a volte nullo per tutti i 1260 Km effettuati fino a Saint Jean Pied de Port.
Si nota immediatamente che il costo delle autostrade sia Italiane che Francesi è fuori di testa. Verifico in seguito che questo viaggio in aereo costa nettamente di meno.
Due pieni di benzina ci costano una fortuna. Alla fine ci sarà poi il viaggio di ritorno.

Ore 17.00
Arriviamo a Saint Jean Pied de Port.
Troviamo abbastanza velocemente la pensione dove pernotteremo per due notti. La Sigra. Iartre gestisce con suo marito questa pensione accogliente e che si presenta bene.
Montiamo subito le bici e controlli vari affinché tutto sia in ordine.
La sera si va a cena in paese e per una breve visita. Bello, pieno di storia la quale meriterebbe di essere approfondita.
Passiamo davanti all’ufficio del pellegrino, approfittiamo quindi di ritirare la credenziale. Essa ci accompagnerà per tutto il “Camino”, sarà la testimonianza del nostro viaggio.
Cena, a base di affettato, rigorosamente nostrano, salsiccia, un po piccante ma buona accompagnato da un ottimo Malbec del 2004.

Ore 21.30 tutti a nanna. Soffia vento da nord (il Mistral) abbastanza violento, preannuncia il bel tempo.

31 agosto 2006 prima tappa
Saint Jean pied de Port - Pamplona Km. 78

Ore 07.55
Dopo i rituale del mattino e la solita abbondante colazione della Sigra Iartre, alle ore 08.55 in sella. Si inizia in discesa nel senso inverso del camino per chi va a piedi. Un mare di nebbia copre il paese. Con il sole se ne andrà definitivamente.
Ore 09.55
Percorriamo 12,5 Km per raggiungere Valcarlos (430 msm) in Spagnolo, Luzaide in lingua Basca. Un paesino di ca. 430 abitanti che si trova già in Spagna.

La strada sale piuttosto dolcemente e ben pedalabile per ca. 28 Km. Solo a tratti la pendenza supera il 10%.Qui la strada si snoda tra un bosco di abeti i quali la nascondono dagli sguardi indiscreti e piano piano ci porta in vetta dove sovente la nebbia la fa da padrona. Noi fortunati mortali troveremo un tempo splendido e caldo.Si scollina sull’Alto de Ibaneta a 1060 msm verso le ore 12.00. Roncesvalle è li ad appena 5 minuti tutti in discesa. Il paese conta 28 abitanti ma è un punto importante di riferimento per i pellegrini. In lingua basca si chiama Orreaga.
Viene particolarmente ricordato per una celebre battaglia condotta da Carlo Magno nel 778 dc. La battaglia di Roncesvalle (778 d.C.), sebbene ricordata come una delle più celebri battaglie condotte da Carlo Magno, re dei franchi, in realtà non andrebbe considerata come una vera e propria e si discute anche se possa essere considerata come un episodio della cosiddetta riconquista spagnola, visto che questa fu portata avanti dalle popolazioni iberiche di religione cristiana, mentre Roncisvalle fece parte di quelle operazioni militari con cui Carlo Magno cercò di ampliare il suo impero.Questo scontro fu infatti un episodio bellico anomalo, amplificato in Occidente dalle chanson des gestes composte dai trovatori, che eternarono così sia il mito di un grande sovrano che espressamente si richiamava ai valori della fede cristiana e che se ne proclamava come il migliore e il più autorevole difensore sia il mito dell’eroe leale e impavido (il paladino Orlando e del traditore pronto a vanificarne gli sforzi (Gano di Magonza).
Breve sosta per visitare la Collegiata Royal del XII secolo e l’interno della chiesa dedicata a San Firmino.
I pellegrini, ma soprattutto i visitatori sono sempre molto numerosi. La strada, la N135 prosegue fino a Pamplona, ma prima bisogna ancora scalare qualche “Alto”. Dapprima l’alto Espinal a ca. 980 msm in seguito l’alto di Mezquiriz. Brevi ma piuttosto ripidi. Facciamo un po di sterrato. Raffaele ha voluto testare la nostra abilità. Ci fermiamo per mangiare a Biskarreta. Paesino a 780 msm di poche anime, 99 abitanti e un solo ristorante.½ baguette farcita da una omelette. Vista la fame, è stata da tutti e tre molto apprezzata.

Ore 14.10
Si riparte per affrontare i 6 Km di salita dell’ Alto de Erro.In meno di 45 minuti raggiungiamo la vetta a 800 msm. Incontro un fraticello visto il giorno precedente il quale ci scatta la foto. Ci fermiamo a Trinidad de Arre per vedere un ponte medievale romano. Il restauro l’ha un po’ stravolto.

Ore 14.50
Scolliniamo dopo 50 Km. Più nessuna difficoltà fino a Pamplona anche perché la strada è tutta in discesa. Si entra in città con parecchio traffico, ci colpisce l’architettura di una scuola, dovrebbe essere neoclassico.La città conta ca. 190.000 abitanti.

Ore 17.30
Dopo qualche peripezia troviamo la casa del pellegrino di Pamplona ( si dorme per 3 € ed è gestita da suore) e dopo aver percorso 78 Km. Siamo in una camera noi tre con due signore Inglesi ma poliglotte. Una di loro russa come un camionista.La giornata è stata stupenda. Abbiamo attraversato paesaggi bellissimi la cui natura è ancora incontaminata, gli abitanti vivono di pastorizia. Le strade praticamente senza traffico. Si pedala bene senza troppe preoccupazioni. Non ci si stanca.Dopo una doccia e la sistemazione della cuccetta andiamo a visitare la città.
Dapprima la casa “Ayuntamiento”.
Le vie dell’ ENCIERRO, la famosa Festa di San Firmino dove il pueblo scende in piazza con i tori per una corrida in comune. I tori non vengono ammazzati o meglio torturati come in una vera corrida. La festa dura parecchi giorni.La città, di sera è molto animata. Si cena in una cantina con il solito menu del pellegrino per 8 €.

1  settembre 2006 seconda tappa Pamplona - Estella Km. 58
Ore 06.00 Diana
Un po’presto per noi ma orario normale per chi il cammino lo fa a piedi. Le suore sono fatte cosi, come a militare.Ore 08.00 tutti fuori dall’ostello.
Ci fermiamo in una panaderia per fare colazione. Si riparte e decidiamo di fare il cammino sullo sterrato come i viandanti. La giornata è splendida, non una nuvola e farà sicuramente caldo.Lo sterrato transita sull’Alto del Perdon a 750 msm. È un sentiero pieno di sassi. Con le nostre MTB ci destreggiamo bene ma per alcuni tratti, bisogna giocoforza spingere il mezzo. Impossibile avanzare.
Dopo 14 Km raggiungiamo l’Alto del Perdon . Vista a 360 gradi sulla campagna di Pamplona. La montagna è seminata da una miriade di generatori eolici in costante movimento. Faticosamente raggiunto “L’alto del Perdon”,ci rendiamo conto che il nome non è improprio. Un monumento in metallo rappresenta i pellegrini in cammino verso Santiago.

Ore 11.20
Raggiungiamo Eunate dopo 27 Km. Visitiamo l’Eremo di Santa Maria di Eunate del 1200 di forma ottagonale. Esso si trova sul cammino di Santiago.Gli archi ottagonali distano 4 m dalla pianta dell’eremo. Di eccezionale bellezza architettonica. Uno dei più belli che avremo modo di vedere.Tutto fa supporre che fu edificato dai Templari. Ci fermiamo per qualche scatto.

Ore 12.05
Siamo a puente la Reina dopo 34 Km.Cittadina di 2500 abitanti. Ci fermiamo per fare il timbro sul “carnet del pellegrino” Visitiamo il paese: La chiesa di San Giovanni Battista, la chiesa del Crocifisso. La plaza de Fueros, luogo di ritrovo dove la gente si incontra e trascorre la vita sociale.Si discute, si gioca e si fa anche politica. Uscendo dal paese si attraversa il ponte pedonale a 5 arcate di origine medievale.In lontananza si intravede Ciraqui. Ore 16.00
Arriviamo a Estella cittadina di ca 14000 abitanti, dopo 58 Km. Tappa dimostratasi dura in quanto percorsa in gran parte su sterrato. Tratti molto ripidi transitati a piedi specialmente in discesa. Sull’”alto del Perdon” credo proprio di aver spurgato i miei errori. Scherzo naturalmente.Prendiamo alloggio nell’albergo del pellegrino ANFAS di Estella ben attrezzato e carino. Costo 5 €. Facciamo bucato prima e toilette personale dopo.Dopo questi rituali visitiamo Estella. Cittadina pulita e ben tenuta. Visitiamo la chiesa del Santo Sepolcro San Pedro de la Rua , la chiesa di San Battista, di San Miguel ed infine alcuni edifici di Estella e la stazione.

2 settembre 2006 terza tappa Estella - Logrono Km. 50

Ore 06.00
La sveglia con i soliti rituali del mattino di chi si alza mal volentieri. La giornata promette bene ed è sempre bel tempo.
Dopo una breve ascesa arriviamo a Adegui. Ci fermiamo per un insolito cerimoniale alla fonte che distribuisce acqua e vino. L’acqua è quella che è ma il vino fa veramente schifo tanto da sputarlo.Ore 09.00
Arriviamo ad Azqueta dopo ca. Km. 8.70 e tiriamo dritti tra una campagna stupenda e grandi vigneti.

Ore 09.50
dopo 21 Km arriviamo ad Los Arcos. Visitiamo la chiesa barocca di Santa Maria del 1175. Purtroppo era un cantiere e non ci è stato possibile vedere l’interno. Ore 11.10
Percorrendo un bellissimo sterrato e scorrevole arriviamo a Sansol. Breve fermata anche perché non troviamo niente di particolare.

Ore 12.15
Dopo 42 Km siamo a Viana paese di ca. 3400 abitanti. Situata su un alto con una vista stupenda sui dintorni. La piazza principale è la Plaza de los Fueros. La chiesa Borgia dove esiste la tomba di Cesare Borgia. Vista la fame, comperiamo pane, prosciutto (Jamon serrano) buonissimo e qualche birra e ci rechiamo all’hotel del pellegrino per pranzare. Ore 14.30
Arriviamo alla fine della nostra tappa, Logrono città di ca 135'000 abitanti.Siamo nella Rioja che produce il rinomato vino. Qui finisce la Navarra.Visitiamo la chiesa di Santiago, e la piazza St. Augustin., la cattedrale della Santa Maria de la Redonda e il suo portale, la città, Il parlamento e il suo portale, la chiesa di San Nicolao .Ponte sul fiume Ebro.

Ore 06.30 Diana

Ore 07.00
Partenza seguendo il cammino fino a Navarrete.che raggiungiamo dopo 12 Km alle ore 08.30. Il paese conta ca. 2600 abitanti. Facciamo colazione prima di affrontare l’Alto de St. Anton.a quota 700 msm.È sempre la statale N120. La campagna è coltivata a vigna a perdita d’occhio. Raggiungiamo Najera dopo 28 Km. Visitiamo la chiesa di Santa Maria La Real. Ogni paesino possiede una chiesa nettamente sproporzionata ai loro bisogni e rispetto alle case, molto piccole.
Ore12.15
Dopo 50 Km arriviamo a Santo Domingo la Calzada. Dovrebbe essere il termine della nostra tappa ma essendo in largo anticipo, abbiamo deciso di prolungare fino a Belorado.Raggiungiamo su una strada sterrata Santo Domingo de la Calzada, il cui nome deriva dall’omonimo santo Domingo nato nel 1019 il quale visse proprio quale eremita nei boschi che popolavano la zona. La cattedrale, romano gotica, è quindi dedicata a Santo Domingo con annessa la torre Exenta. La città è ancora parzialmente cintata da mura medievali.La cattedrale è stata costruita sulla strada (calzada) percorsa dai pellegrini. In questa chiesa un gallo vivo e cantante, ricorda il miracolo del santo che fece ritornare in vita un giovane ucciso, e per convincere il governatore della città, fece rsorgere e cantare un gallo già cucinato. Raffaele, da buon meccanico, ripara la gomma di un carrettino a due Toscani (marito e moglie) intenzionati pure loro di raggiungere Santiago. Sono a piedi e se la prendono con molta calma. Ci offrono una birra mentre noi approfittiamo di mangiare un panino.La città meriterebbe una pausa più lunga in quanto è ricca di storia e monumenti da vedere.Bellissima la casa della polizia locale situata sulla piazza Mayor.

Ore 15.00
Percorsi 64 Km arriviamo a Redecilla del Camino. Siamo entrati nella Castilia. Qui la campagna è sconfinata coltivata a grano e girasoli. Non si vede dove inizia e dove termina. È il granaio della Spagna. Strade scorrevoli, in pianura lunghi e interminabili. Rettifili snervanti lunghi fino a 20 Km. In bici è stato relativamente facile ma per chi va a piedi è veramente dura.
Ore 16.15
Dopo 76 Km arriviamo a Belorado. Ci alloggiamo all’ostello del pellegrino gestito dai Giacobini.Uno Svizzero tedesco, è di Zugo, ci accoglie gentilmente e con il tipico dialetto Schwitzerdüch e ci accompagna nei dormitori. Una vecchia autorimessa trasformata in dormitorio. Non è il massimo ma è quello che passa il convento.Dopo la doccia e il bucato fatto come una volta a mano con sapone di Marsiglia e songia da gombet usciamo per visitare la città. C’è poco da vedere ma per contro abbiamo mangiato bene.

3 settembre 2006 quarta tappa Logrono - Belorado Km. 76

Ore 06.30 Diana

Ore 07.00
Partenza seguendo il cammino fino a Navarrete.che raggiungiamo dopo 12 Km alle ore 08.30. Il paese conta ca. 2600 abitanti. Facciamo colazione prima di affrontare l’Alto de St. Anton.a quota 700 msm.È sempre la statale N120. La campagna è coltivata a vigna a perdita d’occhio. Raggiungiamo Najera dopo 28 Km. Visitiamo la chiesa di Santa Maria La Real. Ogni paesino possiede una chiesa nettamente sproporzionata ai loro bisogni e rispetto alle case, molto piccole.
Ore12.15
Dopo 50 Km arriviamo a Santo Domingo la Calzada. Dovrebbe essere il termine della nostra tappa ma essendo in largo anticipo, abbiamo deciso di prolungare fino a Belorado.Raggiungiamo su una strada sterrata Santo Domingo de la Calzada, il cui nome deriva dall’omonimo santo Domingo nato nel 1019 il quale visse proprio quale eremita nei boschi che popolavano la zona. La cattedrale, romano gotica, è quindi dedicata a Santo Domingo con annessa la torre Exenta. La città è ancora parzialmente cintata da mura medievali.La cattedrale è stata costruita sulla strada (calzada) percorsa dai pellegrini. In questa chiesa un gallo vivo e cantante, ricorda il miracolo del santo che fece ritornare in vita un giovane ucciso, e per convincere il governatore della città, fece rsorgere e cantare un gallo già cucinato. Raffaele, da buon meccanico, ripara la gomma di un carrettino a due Toscani (marito e moglie) intenzionati pure loro di raggiungere Santiago. Sono a piedi e se la prendono con molta calma. Ci offrono una birra mentre noi approfittiamo di mangiare un panino.La città meriterebbe una pausa più lunga in quanto è ricca di storia e monumenti da vedere.Bellissima la casa della polizia locale situata sulla piazza Mayor.

Ore 15.00
Percorsi 64 Km arriviamo a Redecilla del Camino. Siamo entrati nella Castilia. Qui la campagna è sconfinata coltivata a grano e girasoli. Non si vede dove inizia e dove termina. È il granaio della Spagna. Strade scorrevoli, in pianura lunghi e interminabili. Rettifili snervanti lunghi fino a 20 Km. In bici è stato relativamente facile ma per chi va a piedi è veramente dura.
Ore 16.15
Dopo 76 Km arriviamo a Belorado. Ci alloggiamo all’ostello del pellegrino gestito dai Giacobini.Uno Svizzero tedesco, è di Zugo, ci accoglie gentilmente e con il tipico dialetto Schwitzerdüch e ci accompagna nei dormitori. Una vecchia autorimessa trasformata in dormitorio. Non è il massimo ma è quello che passa il convento.Dopo la doccia e il bucato fatto come una volta a mano con sapone di Marsiglia e songia da gombet usciamo per visitare la città. C’è poco da vedere ma per contro abbiamo mangiato bene.

4 settembre 2006 quinta tappa Belorado - Burgos Km. 56

Ore 06.00 Come sempre diana.
La colazione viene offerta dai Giacobini. Lasciamo loro qualche euro.Mi sono svegliato con dolori muscolari ma si continua. Ore 08.15
Si sale in sella e si parte.

Ore 09.15
Raggiungiamo Villa Franca de Oca . Km percorsi 12. Raffaele e Gabri fanno il punto.

Ore 10.30
Dopo 24 Km una breve salita di 3 Km e 9 Km di sterrato pianeggiante, raggiungiamo St. Jan de la Ortega. La chiesa è in restaurazione e non si può visitare. Su uno sterrato impossibile, salendo a piedi raggiungiamo Olmos de Atapuerta a 1060 msm. Ore 12.30
In discesa, sempre su sterrato raggiungiamo Gardeñuela dopo 34 Km. Il solito pranzo con un bocadillos a base di jamon serrano e una birra. Noto che è da qualche giorno che il pranzo è sempre lo stesso, ma boccacce non ne fa nessuno.Si riprende poco dopo per raggiungere Burgos.nostra meta fissata. Raggiungiamo la città dopo 56 Km percorsi. L’entrata è abbastanza caotica, molto traffico al quale non siamo più abituati.La segnalazione gialla del Cammino porta direttamente alla cattedrale. Incontriamo il gruppetti di Italiani della val D’Aosta. Raffaele sistema una loro bicicletta. A pochi passi la cattedrale.Maestosa, una delle più belle della Spagna. La sua costruzione fu iniziata nel 1221 e terminata verso il 1520 impiegando i più grandi artisti dell’epoca. Cerchiamo l’albergo del pellegrino che si trova ca. 1,5 Km fuori della città.La città la visiteremo dopo aver fatto la doccia e cambiati i vestiti. Arriviamo tardi, la cattedrale è chiusa come pure le altre chiese. Vediamo la casa Consistoro.La visita è stata veloce. Pazienza, ma a Burgos dovrò ritornarci con più calma e con più documentazione.

5 settembre 2006 sesta tappa Burgos - Carrion los Condes Km. 85
Ore 07.40
Si parte attraversando la città di Burgos. Alla prima panaderia si fa colazione.Seguiamo la N120 per entrare nelle “mesete”.Desertica distesa di campi di grano interrotte solo da piccole oasi di verde. Abbiamo impiegato tre giorni per vederne la fine.Sono ca. 170 Km.Dopo ca 20 Km ci fermiamo a Hornillos del Camino. Visitiamo la chiesa. Qualche viandante dorme dove capita. Al Km 30 incontriamo il paese di Hontanas costruito attorno alla chiesa dell’immacolata ed in seguito alle rovine di San Anton. Antico ospedale dove si ricoveravano i pellegrini colpiti dal fuoco di Sant Antonio.La chiesa di Fromista.

Al Km 43 arriva il bello. Una lunga salita su sterrato di 1.2 Km pendenza del 12% per arrivare a 1150 msm . Si sale naturalmente a piedi, è veramente dura spingere la bicicletta con le borse che pesano almeno 8 Kg e sotto un sole cocente. Finalmente in vetta , foto ricordo, quindi si affronta un’altrettanto ripida discesa. In sella ma facendo acrobazie.

Al Km 48 incontriamo l’eremo di San Nicolao. Da buoni Svizzeri ci fermiamo e timbriamo la credenziale.Questo è un punto obbligato per il pellegrino. Si entra nella provincia di Palencia.Il paese, Itero de la Vega, dista 5 min. Abbiamo fame quindi ci fermiamo per il solito panino e una birra.

Gli ultimi 30 Km, di cui 15 di serrato e altrettanti di asfalto li facciamo d’un fiato. Strade sempre dritte di cui non si vede la fine. Attraversiamo il canale de Castiglia e d’un colpo appare Carrion de los Condes. È la fine della tappa. Ore 15.30
Entriamo in paese. In precedenza abbiamo deciso di dormire in una pensione con una vera camera con lenzuola pulite e una vera doccia. Sembra proprio di essere in un altro mondo. Dopo la doccia e sbarbati, usciamo per visitare il paese di origine medioevale. Ricco e industriale un tempo, oggi resta poco da vedere. Visitiamo la chiesa di San Giovanni. All'interno c'è una fonte battesimale del 1800 (Fotografata di nascosto) perchè l’interno della chiesa benchè molto bello è proibito fotografare, infine la chiesa di Santa Maria del Camino e il monastero di Santa Chiara.

7 settembre 2006 settima tappa Carrion los Condes - Mansila de las Mulas Km. 89

Oggi abbiamo dormito un po’ di più. Ci sembrava normale approfittare visto che abbiamo dormito in un vero letto. Ore 09.30
Si parte su uno sterrato lungo e noioso con molti pellegrini da superare. Le mosche non ti mollano, sono sempre li sul naso e sulla bocca. La tappa è relativamente facile è tutta pianura ma il caldo è soffocante. Ci sono 35 gradi ma con un’umidità piuttosto bassa al 32%. Questo ci facilita di molto. I 38 Km che separano Carrion los Condes e Sahagun li facciamo senza ulteriori fermate. La piazza porta il nome tristemente noto in Spagna. Generalissimo Franco una vera vergogna per la Spagna democratica. Ci fermiamo al municipio per timbrare la credenziale. Diamo un’occhiata alle e-mail e per dar segni di vita invio qualche messaggio. I pellegrini in viaggio per Santiago, a quei temi, prima di partire facevano testamento. Il loro ritorno non era certo.Lasciamo Shagun sulla Statale N120 verso Leon. Ci fermiamo per un panino e una coca.

Ore 14.00
Partiamo per percorrere i rimanenti 25 Km per raggiungere Mansila de las Mulas.Praticamente 25 Km di strada pianeggiante dritta come una retta verso l’infinito.I primi 20 Km li facciamo d’un fiato. Non c’è niente da vedere se non altro che campagna coltivata a grano. Ci fermiamo per mangiare un po’ di prosciutto e una birra. Ce lo concediamo, in fondo ci mancano solo 5 Km.

Raggiungiamo Mansila de las Mulas il quale dista 20 Km da Leon. Abbiamo percorso in totale 89 Km. Non male ragazzi. Ci rechiamo al solito albergo del pellegrino per i rituali.

8 settembre 2006 ottava tappa Mansila de las Mulas - Leon Km. 18

Oggi abbiamo deciso di fare una tappa leggera e dedicarla alla città di Leon. Ore 10.00
Raggiungiamo Leon. Cerchiamo l’hotel del pellegrino che però apre solo alle 11.00.

Visitiamo la cattedrale di Santa Maria de la Regla il portale principale e un dettaglio di una porta. Dopo le 11.00
prendiamo posto presso l’hotel del pellegrino di Santa Maria Carbajal gestito da suore. Tutto gratis. Lasciamo un contributo volontario. Portiamo in una lavanderia i nostri panni per un vero bucato. Continuiamo la visita alla città. È molto bella, ricca di monumenti e costruzioni di notevole pregio architettonico. Conta 2.500.000 abitanti.

L’interno della cattedrale decorata da magnifiche vetrate come pure il chiostro in stile gotico decorato da magnifici affreschi.

Ore 19.00
Si va a cena dalle suore Benedettine: Ottima e abbondante.Zuppa di verdura a volontà, carne o pesce, dessert, vino e acqua, caffè per 9 €.

Ore 22.00
Si va a nanna anche perché le luci vengono spente.Qui, la notte sarò aggredito e divorato dalle cimici.
Gratis anche le loro punture. Diagnosi di un medico ticinese al mio ritorno.

9 settembre 2006 nona tappa Leon - Rabanal del Camino Km. 72

Ore 06.00
La solita sveglia. Mi alzo con problemi di pelle. Insolite macchie rosse sono apparse su tutto il mio corpo. Mi gratto in continuità. Da due giorni il naso cola come una fontana ma non è raffreddore. L’aria è acre e la gola è irritata. Probabilmente gli incendi delle settimane scorse hanno inquinato l’aria. La meta però è sempre più vicina. Su 33 Km transitiamo da La Virgen del Camino, Oncina de Valdoncina, Villa Vanza. Piccoli paesini situati sulla statale N120. Ci fermiamo per un caffé. Nel frattempo mi si scaricano le batterie della macchina fotografica e non posso più scattare foto. Percorriamo 15 Km di sterrato perr arrivare alle porte di Astorga. Città importante e ricca d’arte. Da Villares de Orbigo, lLa si vede da lontano ma non posso scattare foto panoramiche della città. Abbiamo percorso 51 Km. Visitiamo la cattedrale di Santa Maria, in stile tardo gotico del XII secolo. Il palazzo episcopale ora museo del Camino del 1887 in stile gotico. Edificato con granito del Bierzo. Passiamo da Santa Catalina de Somoza. La semplicità nella sua bellezza della chiesa posta al lato destro della strada e i segni lasciati dai pellegrini sono veramente disamanti. Proseguiamo fino al paese di Rabanal del Camino per avvicinarsi maggiormente al passo della Cruz de Hierro. Ci fermiamo all’entrata del paese in un albergo del pellegrino. Si chiama albergo del Tesin. ll problema alla pelle non si risolve. La signora dell’albergo mi dice che sono punture da pulci. (Alla fine aveva poi ragione). Dopo la doccia e l’igiene personale visitiamo il paese. I 2/3 del Camino sono stati percorsi. Sto bene non sono stanco ma l’emozione cresce. Mentre scrivo queste righe penso ai miei cari e mi viene il groppo in gola.Visitiamo il paese, piccolo ma curato e pulito. L' Eremo di Santa Maria, l' Eremo de San José (XVIII) Una casa privata la strada principale di Rabanal del Camino e la campagna circostante. Gli abitanti sono contadini e allevano capre. Il formaggio veramente eccellente.

9 settembre 2006 decima tappa Rabanal del Camino – Villa Franca de Bierzo Km 60

Ore 06.30
Diana, preparativi e ci spostiamo di 100 m per fare colazione. La mia pelle peggiora, ho trascorso una notte a grattarmi e a mettere una crema a base di cortisone datami in una farmacia.La salita alla Cruz de Hierro a 1504 msm inizia subito dopo il paese. Sono 8 Km che salgono con pendenze dolci e ben pedalabili ad eccezione degli ultimi 200 m. Supera il 10%. Siamo anche freschi. Raggiungiamo la vetta in meno di un ora. Inizia una lunga discesa.Transitiamo da Manjyrin e Molina Seca. Ore 12.00
Arriviamo a Ponferrada capitale del Bierzo. Entriamo in città proprio sulla piazza principale quella del municipio.Sotto la torre dell'orologio, si entra nella città vecchia. Visitiaimo la

Piazza della Encina. Quel giorno a Ponferrada c’era festa grande. La cattedrale di Nostra signora della Encina era strapiena. Rinunciamo ad entrare. Un castello templare, ora in ristrutturazione, presidio importante dei Templari. Fu eretto dai monaci/guerrieri i quali risiedettero dal 1178 al 1312. Dopo il solito panino e birra, costati piuttosto cari, 16 €, ci avviamo per Villa Franca de Bierzo. Sono 20 Km di su e giù e cambiamenti di ritmo che ti spaccano le gambe. Passiamo da Fuentes Nueva.Attraversiamo le campagne coltivate a vigneti e ortaggi, vediamo il paese di Camponaraja, Cacabelos.

Ore 15.00
raggiungiamo Villa Franca de Bierzo. Cittadina di 3600 abitanti nella provincia di Leon.Sono in crisi per via della mia pelle. Vorrei dormire al pulito e in un letto confortevole. Gli amici acconsentono e dopo la doccia e l’igiene personale mi reco in un centro di sanità per verificare cosa mi succede. Diagnosi, intossicazione alimentare probabilmente da un’alga formatasi nella borraccia causa il riscaldamento dell’acqua. In realtà, è poi stato dimostrato che si trattava di punture da cimici. Mi rassicurano che è una cosa banale e che in pochi giorni grazie ad una puntura e alcune pastiglie, si risolverà. Tutto ciò mi rassicura e mi fa continuare con ottimismo. Costo dell’operazione : € 0. E poi dicono che la sanità in Svizzera è cara ! La diagnosi, quella vera, però sarà poi diversa.Visitiamo il paese, la chiesa di San Nicolas el Real del XVII sec. con annesso il collegio gesuita. Edificio di profilo Barocco. La chiesa di San Francesco, antico convento del XIII sec. fondato da San Francesco d’Assisi pellegrino a Santiago .Lo stile non poteva che essere Romanico.La collegiata del XVI sec. In stile Gotico sorta sulle rovine del monastero di Santa Maria de Cluniato. Il castello edificato nel XVI sec. Su mandata da Pedro de Toledo.Stasera non abbiamo il coprifuoco ma l’impegno del giorno seguente ci consiglia di andare a letto presto.


9 settembre 2006 decima tappa Rabanal del Camino – Villa Franca de Bierzo Km 60

Ore 06.30
Diana, preparativi e ci spostiamo di 100 m per fare colazione. La mia pelle peggiora, ho trascorso una notte a grattarmi e a mettere una crema a base di cortisone datami in una farmacia.La salita alla Cruz de Hierro a 1504 msm inizia subito dopo il paese. Sono 8 Km che salgono con pendenze dolci e ben pedalabili ad eccezione degli ultimi 200 m. Supera il 10%. Siamo anche freschi. Raggiungiamo la vetta in meno di un ora. Inizia una lunga discesa.Transitiamo da Manjyrin e Molina Seca. Ore 12.00
Arriviamo a Ponferrada capitale del Bierzo. Entriamo in città proprio sulla piazza principale quella del municipio.Sotto la torre dell'orologio, si entra nella città vecchia. Visitiaimo la

Piazza della Encina. Quel giorno a Ponferrada c’era festa grande. La cattedrale di Nostra signora della Encina era strapiena. Rinunciamo ad entrare. Un castello templare, ora in ristrutturazione, presidio importante dei Templari. Fu eretto dai monaci/guerrieri i quali risiedettero dal 1178 al 1312. Dopo il solito panino e birra, costati piuttosto cari, 16 €, ci avviamo per Villa Franca de Bierzo. Sono 20 Km di su e giù e cambiamenti di ritmo che ti spaccano le gambe. Passiamo da Fuentes Nueva.Attraversiamo le campagne coltivate a vigneti e ortaggi, vediamo il paese di Camponaraja, Cacabelos.

Ore 15.00
raggiungiamo Villa Franca de Bierzo. Cittadina di 3600 abitanti nella provincia di Leon.Sono in crisi per via della mia pelle. Vorrei dormire al pulito e in un letto confortevole. Gli amici acconsentono e dopo la doccia e l’igiene personale mi reco in un centro di sanità per verificare cosa mi succede. Diagnosi, intossicazione alimentare probabilmente da un’alga formatasi nella borraccia causa il riscaldamento dell’acqua. In realtà, è poi stato dimostrato che si trattava di punture da cimici. Mi rassicurano che è una cosa banale e che in pochi giorni grazie ad una puntura e alcune pastiglie, si risolverà. Tutto ciò mi rassicura e mi fa continuare con ottimismo. Costo dell’operazione : € 0. E poi dicono che la sanità in Svizzera è cara ! La diagnosi, quella vera, però sarà poi diversa.Visitiamo il paese, la chiesa di San Nicolas el Real del XVII sec. con annesso il collegio gesuita. Edificio di profilo Barocco. La chiesa di San Francesco, antico convento del XIII sec. fondato da San Francesco d’Assisi pellegrino a Santiago .Lo stile non poteva che essere Romanico.La collegiata del XVI sec. In stile Gotico sorta sulle rovine del monastero di Santa Maria de Cluniato. Il castello edificato nel XVI sec. Su mandata da Pedro de Toledo.Stasera non abbiamo il coprifuoco ma l’impegno del giorno seguente ci consiglia di andare a letto presto.

10 settembre 2006 undicesima tappa Villa Franca de Bierzo - Triacastela Km 50

Ore 08.05
Si parte. Prendiamo la statale N6 per il passo del Cebreiro posto a 1300 msm. La strada si snoda piuttosto pianeggiante tra una valle piuttosto chiusa. Non esiste traffico anche perché è stato aperto di recente un nuovo tratto di autostrada. Si incontrano alcuni paesini di alcune case, gli abitanti vivono della loro campagna e dal turismo dei pellegrini che percorrono il Camino. Pascoliamo per qualche kilometro per infine trovare la giusta via. La segnalazione delle strade lascia piuttosto desiderare. Attraversiamo Pereje, Trabadelo mentre la salita vera e propria inizia a Hospital Herrerias. In ca 12 Km superiamo i ca 500 m di dislivello. Arriviamo a Piedrafrita a 1100 msm con una vista stupenda sulla valle del Bierzo. Siamo entrati in Galizia. Ci prendiamo un caffè e poi via per gli ultimi 4 Km che portano al Cebreiro. La salita non si è fatta pesare troppo. Alcuni tratti da frullino ma per il resto ben pedalabile. Il tempo è bellissimo, non una nuvola ne un fil di vento e la temperatura gradevole. Siamo a 1300 msm.

Ore 12,00
arriviamo al paesino che porta il nome della montagna, il Cebreiro. Già i romani conoscevano questa via d’accesso alla Galizia. La legione di Ottavio Augusto penetrò attraverso il Cebreiro per incorporare in maniera definitiva la Galizia al oro impero. Attualmente abitano poche decine di abitanti.

Le case sono interamente costruite di pietra alcune con il tetto in paglia altre con il tetto a piode. Ci sembra di essere in una valle del sopraceneri. C’è un albergo del pellegrino. È una meta importante per il pellegrino he si arresta per riposare dopo la salita del Cebreiro.La chiesetta, frammista alle case. C’è una sagra,il paese è affollato numerose bancarelle e capannoni adibiti a cucina. L’odore ci stuzzica l’appetito. Ci gustiamo un bel piatto di polpo, specialità della zona cotto in un brodo piccante e innaffiato abbondantemente di olio. Veramente squisito. Ci pippiamo una bottiglia di vino per tirar su il morale, dopo ci attende una lunga discesa.Incontriamo di nuovo il gruppo di ragazzi di Barcellona. Con Daniel Plana mi intendo bene. Posso essere suo papà. Ci scambiamo l’indirizzo e-mail (Djstian@hotmail.com" ). ma non funziona. È ormai da alcuni giorni che ci rincorriamo. Ore 14,30
Si affronta la lunga discesa. Però per una buona mezz’ora i soliti si e giù ci tormentano fino a raggiungere l’alto del Pojo. Qui inizia la vera discesa. Lunga interminabile e dalle lunghe frenate. Si precipita da 1300 a 600 msm. La facciamo in compagnia di una famiglia spagnola. Padre, madre e due figlie le quali non superano i 15 anni. Complimenti a loro. Passiamo da Fonfria bel paesino di 31 abitanti con case in pietra ma già contaminato dal turismo.

Ore 15,00
Raggiungiamo Triacastela dopo 50 Km. Percorsi. Prendiamo posto in un albergo del pellegrino gestito da privati. Molto bello accogliente e pulito. Largamente il miglior fin ora incontrato.Dopo aver sistemato le bici e una doccia, con Gabri visitiamo il paese. Raffaele preferisce dormire. Deve ricuperare del sonno, la notte dorme poco.

Visitiamo la parrocchia di Santiago. Chiesa barocca ed edificata nel XVIII secolo, la casa del Concello. Sono gli unici edifici che meritano una visita. La chiesa è stupenda.La sera si esce per cena con gli amici di Barcellona con il solito menu del pellegrino. Dimenticavo ma il solito menu del pellegrino è composto al 99% di merluzzo con verdure o patate.

11 settembre 2006 dodicesima tappa Triacastela - Palas de Rei Km 76

Ore 09,00
Si parte veramente un po tardi in direzione di Samos che raggiungiamo rapidamente dopo aver percorso 10 Km. C’è un bellissimo monastero. Secondo la tradizione lo fondò San Martin Dumiense nel secolo VI. Stramo modo di ospitare i colombi.Prossimo paese Portomarin . Mi fermo per fare qualche foto alla chiesa dedicata alla Virgen della Victoria, la casa comunale. Entriamo per timbrare la credenziale. Portomarin è un paese edificato attorno a un lago artificiale.

Prendo alcune foto del paese e delle tipiche strade e case. Portomarin è situato ai bordi di un lago artificiale attualmente quasi vuoto probabilmente la sua funzione è di accumulare acqua per l’irrigazione delle coltivazioni. Infatti, la campagna è completamente percorsa da canali per il trasporto dell’acqua. Le case sono prevalentemente bianche con tetto in ardesia. L’architettura semplice rende queste case molto belle. I continui su e giù ci mettono in crisi di fame quindi decidiamo di fare uno spuntino. Si riparte verso Palas de Rei passando per Ventas de Naron. Si continua con i soliti su e giù, la pianura non esiste. Dobbiamo guadagnare ca 250 msm. Si smette raramente di pedalare. Il rumore della catena sporca di grasso e fango ti accompagna con insistenza. Le mosche non ti perseguitano e non ti mollano un istante salvo nelle rare discese superate in velocità. Attraversiamo molti paesini, superiamo molti pellegrini a piedi. Oramai la meta è vicina anche per loro, ancora 3 – 4 giorni. Tempo permettendo, domani sarà la nostra ultima tappa. Nel pomeriggio raggiungeremo Santiago con due giorni di anticipo.La strada segue fedelmente il profilo del terreno. Alti e bassi. Gli strappi corti ma duri.

Ore 16.00
Dopo 76 Km raggiungiamo Palas de Rei attraversano paesini incantati. Palas de Rei è un brutto paese trafficato e insignificante. Non ho scattato nessuna foto.

12 settembre 2006 tredicesima tappa Palas de Rei - Alto de Gozo Km 76

Ore 09,30
Partiamo un po tardi. Ci restano 65 Km da percorrere per arrivare a Santiago. La giornata è nuvolosa, c’è nebbia, ma il sole dovrebbe presto far capolino. Dopo 11 Km, principalmente in discesa,arriviamo a Melide. Melide è rinomato per il polpo già in precedenza gustato e che avremo modo nuovamente di gustare a Santiago. Transitiamo da Boente. Entriamo in chiesa per una visita . Un prete ci impartisce la benedizione facendoci coraggio in quanto Santiago è vicina. Ci prendiamo un caffè e si riparte con i soliti sali scendi. Non si fa un metro di pianura. Passiamo da Arzua, ci fermiamo a pranzo a Salceda.Finalmente il sole fa capolino e la nebbia si dissolve, fa subito caldo. Riprendiamo la strada la N 547 verso Santiago. La strada segue con regolarità il profilo del terreno, alti e bassi tra piantagioni di eucalipto. Il loro profumo ci segue in modo asfissiante anche se gradevole. Nel frattempo abbiamo deciso di rimandare al giorno dopo l’arrivo a Santiago. Raggiungiamo la Lavacolla, paesino di pochi abitanti tutti contadini. Vediamo dei particolari granai, gli horreos. Costruti nel 18°secolo in granito e legno.
Un hórreo è un granaio costruito in legno o in pietra, distanziato dal suolo per mezzo di colonne “pegollos„, e piastre pure in pietra “tornarratas„ Ricordano quelli delle nostre cascine in val Maggia e Verzasca. È rifinito all'interno per evitare l'accesso dei roditori le pareti hanno solitamente delle scanalature per arieggiare il contenuto. Gli hórreos sono tipici del nord-ovest della Spagna e della Galizia. Di forma quadrata quelli dell' Asturia e rettangolari quelli della Galizia. Ore 15,00
Raggiungiamo l’alto de Gozo alla periferia di Santiago. in basso si vede Santiago e le guglie della cattedrale. C’è una chiesetta dedicata a San Marco, un monumento inaugurato dal Papa Voitila per l’anno del giubileo. Moderno e poco rispettato.
Prendiamo posto in un centro per pellegrini. Grandissimo, possono alloggiare ca. 800 persone. Un immenso dormitorio. Mi sembra poco pulito, tutto puzza di sudore. Ma è per tutti lo stesso odore che ci portiamo addosso oramai da parecchi giorni. La manutenzione lascia a desiderare.Pazienza, non c’è di meglio. Dopo la doccia riposiamo un po’, scriviamo il nostro diario e ci prepariamo per andare in paese a cena. Il solito menu però questa volta ottimo e abbondante. Pasta, carne e pesce, il solito merluzzo alla romana ben cucinato, dessert, vino e acqua e un buon caffè de poda. Un caffè preparato come una volta nel pugnatin. Il centro è aperto tutta la notte ma non ne approfittiamo per fare tardi. Domani saremo a Santiago, l’emozione cresce.

13 settembre 2006 quattordicesoma tappa  Alto de Gozo - Santiago Km 6

Questa pagina rimarrà vuota. Nel mio diario ho scritto tutte le mie emozioni provate all'arrivo a Santiago.
Sono e rimango un non credente ma a Santiago, anche per un non credente, si provano delle emozioni che altrove non ho mai provato.

Gabriele

Il piccolo team "Merida" Gaby - Gabri - Raffaele presenta : Il "Camino Francés" in MTB. Da Saint Jean Pied de Port a Santiago de Compostela. 860 Km di magnifiche pedalate. Settembre 2006
 

La Partenza

29 agosto 2006 Giorno della partenza. L'attesa, la tensione e anche qualche preoccupazione, sono state lasciate a letto. La voglia e la gioia di andare in bici per qualche settimana è troppo grande.

Ore 03.45
sveglia, igiene personale e una colazione veloce

Ore 04.30
Vado a prendere il Gabri

Ore 04.45
Vado a prendere il Raffaele
Quindi partenza via autostrada.
Traffico scorrevole a volte nullo per tutti i 1260 Km effettuati fino a Saint Jean Pied de Port.
Si nota immediatamente che il costo delle autostrade sia Italiane che Francesi è fuori di testa. Verifico in seguito che questo viaggio in aereo costa nettamente di meno.
Due pieni di benzina ci costano una fortuna. Alla fine ci sarà poi il viaggio di ritorno.

Ore 17.00
Arriviamo a Saint Jean Pied de Port.
Troviamo abbastanza velocemente la pensione dove pernotteremo per due notti. La Sigra. Iartre gestisce con suo marito questa pensione accogliente e che si presenta bene.
Montiamo subito le bici e controlli vari affinché tutto sia in ordine.
La sera si va a cena in paese e per una breve visita. Bello, pieno di storia la quale meriterebbe di essere approfondita.
Passiamo davanti all’ufficio del pellegrino, approfittiamo quindi di ritirare la credenziale. Essa ci accompagnerà per tutto il “Camino”, sarà la testimonianza del nostro viaggio.
Cena, a base di affettato, rigorosamente nostrano, salsiccia, un po piccante ma buona accompagnato da un ottimo Malbec del 2004.

Ore 21.30 tutti a nanna. Soffia vento da nord (il Mistral) abbastanza violento, preannuncia il bel tempo.

31 agosto 2006 prima tappa
Saint Jean pied de Port - Pamplona Km. 78

Ore 07.55
Dopo i rituale del mattino e la solita abbondante colazione della Sigra Iartre, alle ore 08.55 in sella. Si inizia in discesa nel senso inverso del camino per chi va a piedi. Un mare di nebbia copre il paese. Con il sole se ne andrà definitivamente.
Ore 09.55
Percorriamo 12,5 Km per raggiungere Valcarlos (430 msm) in Spagnolo, Luzaide in lingua Basca. Un paesino di ca. 430 abitanti che si trova già in Spagna.

La strada sale piuttosto dolcemente e ben pedalabile per ca. 28 Km. Solo a tratti la pendenza supera il 10%.Qui la strada si snoda tra un bosco di abeti i quali la nascondono dagli sguardi indiscreti e piano piano ci porta in vetta dove sovente la nebbia la fa da padrona. Noi fortunati mortali troveremo un tempo splendido e caldo.Si scollina sull’Alto de Ibaneta a 1060 msm verso le ore 12.00. Roncesvalle è li ad appena 5 minuti tutti in discesa. Il paese conta 28 abitanti ma è un punto importante di riferimento per i pellegrini. In lingua basca si chiama Orreaga.
Viene particolarmente ricordato per una celebre battaglia condotta da Carlo Magno nel 778 dc. La battaglia di Roncesvalle (778 d.C.), sebbene ricordata come una delle più celebri battaglie condotte da Carlo Magno, re dei franchi, in realtà non andrebbe considerata come una vera e propria e si discute anche se possa essere considerata come un episodio della cosiddetta riconquista spagnola, visto che questa fu portata avanti dalle popolazioni iberiche di religione cristiana, mentre Roncisvalle fece parte di quelle operazioni militari con cui Carlo Magno cercò di ampliare il suo impero.Questo scontro fu infatti un episodio bellico anomalo, amplificato in Occidente dalle chanson des gestes composte dai trovatori, che eternarono così sia il mito di un grande sovrano che espressamente si richiamava ai valori della fede cristiana e che se ne proclamava come il migliore e il più autorevole difensore sia il mito dell’eroe leale e impavido (il paladino Orlando e del traditore pronto a vanificarne gli sforzi (Gano di Magonza).
Breve sosta per visitare la Collegiata Royal del XII secolo e l’interno della chiesa dedicata a San Firmino.
I pellegrini, ma soprattutto i visitatori sono sempre molto numerosi. La strada, la N135 prosegue fino a Pamplona, ma prima bisogna ancora scalare qualche “Alto”. Dapprima l’alto Espinal a ca. 980 msm in seguito l’alto di Mezquiriz. Brevi ma piuttosto ripidi. Facciamo un po di sterrato. Raffaele ha voluto testare la nostra abilità. Ci fermiamo per mangiare a Biskarreta. Paesino a 780 msm di poche anime, 99 abitanti e un solo ristorante.½ baguette farcita da una omelette. Vista la fame, è stata da tutti e tre molto apprezzata.

Ore 14.10
Si riparte per affrontare i 6 Km di salita dell’ Alto de Erro.In meno di 45 minuti raggiungiamo la vetta a 800 msm. Incontro un fraticello visto il giorno precedente il quale ci scatta la foto. Ci fermiamo a Trinidad de Arre per vedere un ponte medievale romano. Il restauro l’ha un po’ stravolto.

Ore 14.50
Scolliniamo dopo 50 Km. Più nessuna difficoltà fino a Pamplona anche perché la strada è tutta in discesa. Si entra in città con parecchio traffico, ci colpisce l’architettura di una scuola, dovrebbe essere neoclassico.La città conta ca. 190.000 abitanti.

Ore 17.30
Dopo qualche peripezia troviamo la casa del pellegrino di Pamplona ( si dorme per 3 € ed è gestita da suore) e dopo aver percorso 78 Km. Siamo in una camera noi tre con due signore Inglesi ma poliglotte. Una di loro russa come un camionista.La giornata è stata stupenda. Abbiamo attraversato paesaggi bellissimi la cui natura è ancora incontaminata, gli abitanti vivono di pastorizia. Le strade praticamente senza traffico. Si pedala bene senza troppe preoccupazioni. Non ci si stanca.Dopo una doccia e la sistemazione della cuccetta andiamo a visitare la città.
Dapprima la casa “Ayuntamiento”.
Le vie dell’ ENCIERRO, la famosa Festa di San Firmino dove il pueblo scende in piazza con i tori per una corrida in comune. I tori non vengono ammazzati o meglio torturati come in una vera corrida. La festa dura parecchi giorni.La città, di sera è molto animata. Si cena in una cantina con il solito menu del pellegrino per 8 €.

1  settembre 2006 seconda tappa Pamplona - Estella Km. 58
Ore 06.00 Diana
Un po’presto per noi ma orario normale per chi il cammino lo fa a piedi. Le suore sono fatte cosi, come a militare.Ore 08.00 tutti fuori dall’ostello.
Ci fermiamo in una panaderia per fare colazione. Si riparte e decidiamo di fare il cammino sullo sterrato come i viandanti. La giornata è splendida, non una nuvola e farà sicuramente caldo.Lo sterrato transita sull’Alto del Perdon a 750 msm. È un sentiero pieno di sassi. Con le nostre MTB ci destreggiamo bene ma per alcuni tratti, bisogna giocoforza spingere il mezzo. Impossibile avanzare.
Dopo 14 Km raggiungiamo l’Alto del Perdon . Vista a 360 gradi sulla campagna di Pamplona. La montagna è seminata da una miriade di generatori eolici in costante movimento. Faticosamente raggiunto “L’alto del Perdon”,ci rendiamo conto che il nome non è improprio. Un monumento in metallo rappresenta i pellegrini in cammino verso Santiago.

Ore 11.20
Raggiungiamo Eunate dopo 27 Km. Visitiamo l’Eremo di Santa Maria di Eunate del 1200 di forma ottagonale. Esso si trova sul cammino di Santiago.Gli archi ottagonali distano 4 m dalla pianta dell’eremo. Di eccezionale bellezza architettonica. Uno dei più belli che avremo modo di vedere.Tutto fa supporre che fu edificato dai Templari. Ci fermiamo per qualche scatto.

Ore 12.05
Siamo a puente la Reina dopo 34 Km.Cittadina di 2500 abitanti. Ci fermiamo per fare il timbro sul “carnet del pellegrino” Visitiamo il paese: La chiesa di San Giovanni Battista, la chiesa del Crocifisso. La plaza de Fueros, luogo di ritrovo dove la gente si incontra e trascorre la vita sociale.Si discute, si gioca e si fa anche politica. Uscendo dal paese si attraversa il ponte pedonale a 5 arcate di origine medievale.In lontananza si intravede Ciraqui. Ore 16.00
Arriviamo a Estella cittadina di ca 14000 abitanti, dopo 58 Km. Tappa dimostratasi dura in quanto percorsa in gran parte su sterrato. Tratti molto ripidi transitati a piedi specialmente in discesa. Sull’”alto del Perdon” credo proprio di aver spurgato i miei errori. Scherzo naturalmente.Prendiamo alloggio nell’albergo del pellegrino ANFAS di Estella ben attrezzato e carino. Costo 5 €. Facciamo bucato prima e toilette personale dopo.Dopo questi rituali visitiamo Estella. Cittadina pulita e ben tenuta. Visitiamo la chiesa del Santo Sepolcro San Pedro de la Rua , la chiesa di San Battista, di San Miguel ed infine alcuni edifici di Estella e la stazione.

2 settembre 2006 terza tappa Estella - Logrono Km. 50

Ore 06.00
La sveglia con i soliti rituali del mattino di chi si alza mal volentieri. La giornata promette bene ed è sempre bel tempo.
Dopo una breve ascesa arriviamo a Adegui. Ci fermiamo per un insolito cerimoniale alla fonte che distribuisce acqua e vino. L’acqua è quella che è ma il vino fa veramente schifo tanto da sputarlo.Ore 09.00
Arriviamo ad Azqueta dopo ca. Km. 8.70 e tiriamo dritti tra una campagna stupenda e grandi vigneti.

Ore 09.50
dopo 21 Km arriviamo ad Los Arcos. Visitiamo la chiesa barocca di Santa Maria del 1175. Purtroppo era un cantiere e non ci è stato possibile vedere l’interno. Ore 11.10
Percorrendo un bellissimo sterrato e scorrevole arriviamo a Sansol. Breve fermata anche perché non troviamo niente di particolare.

Ore 12.15
Dopo 42 Km siamo a Viana paese di ca. 3400 abitanti. Situata su un alto con una vista stupenda sui dintorni. La piazza principale è la Plaza de los Fueros. La chiesa Borgia dove esiste la tomba di Cesare Borgia. Vista la fame, comperiamo pane, prosciutto (Jamon serrano) buonissimo e qualche birra e ci rechiamo all’hotel del pellegrino per pranzare. Ore 14.30
Arriviamo alla fine della nostra tappa, Logrono città di ca 135'000 abitanti.Siamo nella Rioja che produce il rinomato vino. Qui finisce la Navarra.Visitiamo la chiesa di Santiago, e la piazza St. Augustin., la cattedrale della Santa Maria de la Redonda e il suo portale, la città, Il parlamento e il suo portale, la chiesa di San Nicolao .Ponte sul fiume Ebro.

Ore 06.30 Diana

Ore 07.00
Partenza seguendo il cammino fino a Navarrete.che raggiungiamo dopo 12 Km alle ore 08.30. Il paese conta ca. 2600 abitanti. Facciamo colazione prima di affrontare l’Alto de St. Anton.a quota 700 msm.È sempre la statale N120. La campagna è coltivata a vigna a perdita d’occhio. Raggiungiamo Najera dopo 28 Km. Visitiamo la chiesa di Santa Maria La Real. Ogni paesino possiede una chiesa nettamente sproporzionata ai loro bisogni e rispetto alle case, molto piccole.
Ore12.15
Dopo 50 Km arriviamo a Santo Domingo la Calzada. Dovrebbe essere il termine della nostra tappa ma essendo in largo anticipo, abbiamo deciso di prolungare fino a Belorado.Raggiungiamo su una strada sterrata Santo Domingo de la Calzada, il cui nome deriva dall’omonimo santo Domingo nato nel 1019 il quale visse proprio quale eremita nei boschi che popolavano la zona. La cattedrale, romano gotica, è quindi dedicata a Santo Domingo con annessa la torre Exenta. La città è ancora parzialmente cintata da mura medievali.La cattedrale è stata costruita sulla strada (calzada) percorsa dai pellegrini. In questa chiesa un gallo vivo e cantante, ricorda il miracolo del santo che fece ritornare in vita un giovane ucciso, e per convincere il governatore della città, fece rsorgere e cantare un gallo già cucinato. Raffaele, da buon meccanico, ripara la gomma di un carrettino a due Toscani (marito e moglie) intenzionati pure loro di raggiungere Santiago. Sono a piedi e se la prendono con molta calma. Ci offrono una birra mentre noi approfittiamo di mangiare un panino.La città meriterebbe una pausa più lunga in quanto è ricca di storia e monumenti da vedere.Bellissima la casa della polizia locale situata sulla piazza Mayor.

Ore 15.00
Percorsi 64 Km arriviamo a Redecilla del Camino. Siamo entrati nella Castilia. Qui la campagna è sconfinata coltivata a grano e girasoli. Non si vede dove inizia e dove termina. È il granaio della Spagna. Strade scorrevoli, in pianura lunghi e interminabili. Rettifili snervanti lunghi fino a 20 Km. In bici è stato relativamente facile ma per chi va a piedi è veramente dura.
Ore 16.15
Dopo 76 Km arriviamo a Belorado. Ci alloggiamo all’ostello del pellegrino gestito dai Giacobini.Uno Svizzero tedesco, è di Zugo, ci accoglie gentilmente e con il tipico dialetto Schwitzerdüch e ci accompagna nei dormitori. Una vecchia autorimessa trasformata in dormitorio. Non è il massimo ma è quello che passa il convento.Dopo la doccia e il bucato fatto come una volta a mano con sapone di Marsiglia e songia da gombet usciamo per visitare la città. C’è poco da vedere ma per contro abbiamo mangiato bene.

3 settembre 2006 quarta tappa Logrono - Belorado Km. 76

Ore 06.30 Diana

Ore 07.00
Partenza seguendo il cammino fino a Navarrete.che raggiungiamo dopo 12 Km alle ore 08.30. Il paese conta ca. 2600 abitanti. Facciamo colazione prima di affrontare l’Alto de St. Anton.a quota 700 msm.È sempre la statale N120. La campagna è coltivata a vigna a perdita d’occhio. Raggiungiamo Najera dopo 28 Km. Visitiamo la chiesa di Santa Maria La Real. Ogni paesino possiede una chiesa nettamente sproporzionata ai loro bisogni e rispetto alle case, molto piccole.
Ore12.15
Dopo 50 Km arriviamo a Santo Domingo la Calzada. Dovrebbe essere il termine della nostra tappa ma essendo in largo anticipo, abbiamo deciso di prolungare fino a Belorado.Raggiungiamo su una strada sterrata Santo Domingo de la Calzada, il cui nome deriva dall’omonimo santo Domingo nato nel 1019 il quale visse proprio quale eremita nei boschi che popolavano la zona. La cattedrale, romano gotica, è quindi dedicata a Santo Domingo con annessa la torre Exenta. La città è ancora parzialmente cintata da mura medievali.La cattedrale è stata costruita sulla strada (calzada) percorsa dai pellegrini. In questa chiesa un gallo vivo e cantante, ricorda il miracolo del santo che fece ritornare in vita un giovane ucciso, e per convincere il governatore della città, fece rsorgere e cantare un gallo già cucinato. Raffaele, da buon meccanico, ripara la gomma di un carrettino a due Toscani (marito e moglie) intenzionati pure loro di raggiungere Santiago. Sono a piedi e se la prendono con molta calma. Ci offrono una birra mentre noi approfittiamo di mangiare un panino.La città meriterebbe una pausa più lunga in quanto è ricca di storia e monumenti da vedere.Bellissima la casa della polizia locale situata sulla piazza Mayor.

Ore 15.00
Percorsi 64 Km arriviamo a Redecilla del Camino. Siamo entrati nella Castilia. Qui la campagna è sconfinata coltivata a grano e girasoli. Non si vede dove inizia e dove termina. È il granaio della Spagna. Strade scorrevoli, in pianura lunghi e interminabili. Rettifili snervanti lunghi fino a 20 Km. In bici è stato relativamente facile ma per chi va a piedi è veramente dura.
Ore 16.15
Dopo 76 Km arriviamo a Belorado. Ci alloggiamo all’ostello del pellegrino gestito dai Giacobini.Uno Svizzero tedesco, è di Zugo, ci accoglie gentilmente e con il tipico dialetto Schwitzerdüch e ci accompagna nei dormitori. Una vecchia autorimessa trasformata in dormitorio. Non è il massimo ma è quello che passa il convento.Dopo la doccia e il bucato fatto come una volta a mano con sapone di Marsiglia e songia da gombet usciamo per visitare la città. C’è poco da vedere ma per contro abbiamo mangiato bene.

4 settembre 2006 quinta tappa Belorado - Burgos Km. 56

Ore 06.00 Come sempre diana.
La colazione viene offerta dai Giacobini. Lasciamo loro qualche euro.Mi sono svegliato con dolori muscolari ma si continua. Ore 08.15
Si sale in sella e si parte.

Ore 09.15
Raggiungiamo Villa Franca de Oca . Km percorsi 12. Raffaele e Gabri fanno il punto.

Ore 10.30
Dopo 24 Km una breve salita di 3 Km e 9 Km di sterrato pianeggiante, raggiungiamo St. Jan de la Ortega. La chiesa è in restaurazione e non si può visitare. Su uno sterrato impossibile, salendo a piedi raggiungiamo Olmos de Atapuerta a 1060 msm. Ore 12.30
In discesa, sempre su sterrato raggiungiamo Gardeñuela dopo 34 Km. Il solito pranzo con un bocadillos a base di jamon serrano e una birra. Noto che è da qualche giorno che il pranzo è sempre lo stesso, ma boccacce non ne fa nessuno.Si riprende poco dopo per raggiungere Burgos.nostra meta fissata. Raggiungiamo la città dopo 56 Km percorsi. L’entrata è abbastanza caotica, molto traffico al quale non siamo più abituati.La segnalazione gialla del Cammino porta direttamente alla cattedrale. Incontriamo il gruppetti di Italiani della val D’Aosta. Raffaele sistema una loro bicicletta. A pochi passi la cattedrale.Maestosa, una delle più belle della Spagna. La sua costruzione fu iniziata nel 1221 e terminata verso il 1520 impiegando i più grandi artisti dell’epoca. Cerchiamo l’albergo del pellegrino che si trova ca. 1,5 Km fuori della città.La città la visiteremo dopo aver fatto la doccia e cambiati i vestiti. Arriviamo tardi, la cattedrale è chiusa come pure le altre chiese. Vediamo la casa Consistoro.La visita è stata veloce. Pazienza, ma a Burgos dovrò ritornarci con più calma e con più documentazione.

5 settembre 2006 sesta tappa Burgos - Carrion los Condes Km. 85
Ore 07.40
Si parte attraversando la città di Burgos. Alla prima panaderia si fa colazione.Seguiamo la N120 per entrare nelle “mesete”.Desertica distesa di campi di grano interrotte solo da piccole oasi di verde. Abbiamo impiegato tre giorni per vederne la fine.Sono ca. 170 Km.Dopo ca 20 Km ci fermiamo a Hornillos del Camino. Visitiamo la chiesa. Qualche viandante dorme dove capita. Al Km 30 incontriamo il paese di Hontanas costruito attorno alla chiesa dell’immacolata ed in seguito alle rovine di San Anton. Antico ospedale dove si ricoveravano i pellegrini colpiti dal fuoco di Sant Antonio.La chiesa di Fromista.

Al Km 43 arriva il bello. Una lunga salita su sterrato di 1.2 Km pendenza del 12% per arrivare a 1150 msm . Si sale naturalmente a piedi, è veramente dura spingere la bicicletta con le borse che pesano almeno 8 Kg e sotto un sole cocente. Finalmente in vetta , foto ricordo, quindi si affronta un’altrettanto ripida discesa. In sella ma facendo acrobazie.

Al Km 48 incontriamo l’eremo di San Nicolao. Da buoni Svizzeri ci fermiamo e timbriamo la credenziale.Questo è un punto obbligato per il pellegrino. Si entra nella provincia di Palencia.Il paese, Itero de la Vega, dista 5 min. Abbiamo fame quindi ci fermiamo per il solito panino e una birra.

Gli ultimi 30 Km, di cui 15 di serrato e altrettanti di asfalto li facciamo d’un fiato. Strade sempre dritte di cui non si vede la fine. Attraversiamo il canale de Castiglia e d’un colpo appare Carrion de los Condes. È la fine della tappa. Ore 15.30
Entriamo in paese. In precedenza abbiamo deciso di dormire in una pensione con una vera camera con lenzuola pulite e una vera doccia. Sembra proprio di essere in un altro mondo. Dopo la doccia e sbarbati, usciamo per visitare il paese di origine medioevale. Ricco e industriale un tempo, oggi resta poco da vedere. Visitiamo la chiesa di San Giovanni. All'interno c'è una fonte battesimale del 1800 (Fotografata di nascosto) perchè l’interno della chiesa benchè molto bello è proibito fotografare, infine la chiesa di Santa Maria del Camino e il monastero di Santa Chiara.

7 settembre 2006 settima tappa Carrion los Condes - Mansila de las Mulas Km. 89

Oggi abbiamo dormito un po’ di più. Ci sembrava normale approfittare visto che abbiamo dormito in un vero letto. Ore 09.30
Si parte su uno sterrato lungo e noioso con molti pellegrini da superare. Le mosche non ti mollano, sono sempre li sul naso e sulla bocca. La tappa è relativamente facile è tutta pianura ma il caldo è soffocante. Ci sono 35 gradi ma con un’umidità piuttosto bassa al 32%. Questo ci facilita di molto. I 38 Km che separano Carrion los Condes e Sahagun li facciamo senza ulteriori fermate. La piazza porta il nome tristemente noto in Spagna. Generalissimo Franco una vera vergogna per la Spagna democratica. Ci fermiamo al municipio per timbrare la credenziale. Diamo un’occhiata alle e-mail e per dar segni di vita invio qualche messaggio. I pellegrini in viaggio per Santiago, a quei temi, prima di partire facevano testamento. Il loro ritorno non era certo.Lasciamo Shagun sulla Statale N120 verso Leon. Ci fermiamo per un panino e una coca.

Ore 14.00
Partiamo per percorrere i rimanenti 25 Km per raggiungere Mansila de las Mulas.Praticamente 25 Km di strada pianeggiante dritta come una retta verso l’infinito.I primi 20 Km li facciamo d’un fiato. Non c’è niente da vedere se non altro che campagna coltivata a grano. Ci fermiamo per mangiare un po’ di prosciutto e una birra. Ce lo concediamo, in fondo ci mancano solo 5 Km.

Raggiungiamo Mansila de las Mulas il quale dista 20 Km da Leon. Abbiamo percorso in totale 89 Km. Non male ragazzi. Ci rechiamo al solito albergo del pellegrino per i rituali.

8 settembre 2006 ottava tappa Mansila de las Mulas - Leon Km. 18

Oggi abbiamo deciso di fare una tappa leggera e dedicarla alla città di Leon. Ore 10.00
Raggiungiamo Leon. Cerchiamo l’hotel del pellegrino che però apre solo alle 11.00.

Visitiamo la cattedrale di Santa Maria de la Regla il portale principale e un dettaglio di una porta. Dopo le 11.00
prendiamo posto presso l’hotel del pellegrino di Santa Maria Carbajal gestito da suore. Tutto gratis. Lasciamo un contributo volontario. Portiamo in una lavanderia i nostri panni per un vero bucato. Continuiamo la visita alla città. È molto bella, ricca di monumenti e costruzioni di notevole pregio architettonico. Conta 2.500.000 abitanti.

L’interno della cattedrale decorata da magnifiche vetrate come pure il chiostro in stile gotico decorato da magnifici affreschi.

Ore 19.00
Si va a cena dalle suore Benedettine: Ottima e abbondante.Zuppa di verdura a volontà, carne o pesce, dessert, vino e acqua, caffè per 9 €.

Ore 22.00
Si va a nanna anche perché le luci vengono spente.Qui, la notte sarò aggredito e divorato dalle cimici.
Gratis anche le loro punture. Diagnosi di un medico ticinese al mio ritorno.

9 settembre 2006 nona tappa Leon - Rabanal del Camino Km. 72

Ore 06.00
La solita sveglia. Mi alzo con problemi di pelle. Insolite macchie rosse sono apparse su tutto il mio corpo. Mi gratto in continuità. Da due giorni il naso cola come una fontana ma non è raffreddore. L’aria è acre e la gola è irritata. Probabilmente gli incendi delle settimane scorse hanno inquinato l’aria. La meta però è sempre più vicina. Su 33 Km transitiamo da La Virgen del Camino, Oncina de Valdoncina, Villa Vanza. Piccoli paesini situati sulla statale N120. Ci fermiamo per un caffé. Nel frattempo mi si scaricano le batterie della macchina fotografica e non posso più scattare foto. Percorriamo 15 Km di sterrato perr arrivare alle porte di Astorga. Città importante e ricca d’arte. Da Villares de Orbigo, lLa si vede da lontano ma non posso scattare foto panoramiche della città. Abbiamo percorso 51 Km. Visitiamo la cattedrale di Santa Maria, in stile tardo gotico del XII secolo. Il palazzo episcopale ora museo del Camino del 1887 in stile gotico. Edificato con granito del Bierzo. Passiamo da Santa Catalina de Somoza. La semplicità nella sua bellezza della chiesa posta al lato destro della strada e i segni lasciati dai pellegrini sono veramente disamanti. Proseguiamo fino al paese di Rabanal del Camino per avvicinarsi maggiormente al passo della Cruz de Hierro. Ci fermiamo all’entrata del paese in un albergo del pellegrino. Si chiama albergo del Tesin. ll problema alla pelle non si risolve. La signora dell’albergo mi dice che sono punture da pulci. (Alla fine aveva poi ragione). Dopo la doccia e l’igiene personale visitiamo il paese. I 2/3 del Camino sono stati percorsi. Sto bene non sono stanco ma l’emozione cresce. Mentre scrivo queste righe penso ai miei cari e mi viene il groppo in gola.Visitiamo il paese, piccolo ma curato e pulito. L' Eremo di Santa Maria, l' Eremo de San José (XVIII) Una casa privata la strada principale di Rabanal del Camino e la campagna circostante. Gli abitanti sono contadini e allevano capre. Il formaggio veramente eccellente.

9 settembre 2006 decima tappa Rabanal del Camino – Villa Franca de Bierzo Km 60

Ore 06.30
Diana, preparativi e ci spostiamo di 100 m per fare colazione. La mia pelle peggiora, ho trascorso una notte a grattarmi e a mettere una crema a base di cortisone datami in una farmacia.La salita alla Cruz de Hierro a 1504 msm inizia subito dopo il paese. Sono 8 Km che salgono con pendenze dolci e ben pedalabili ad eccezione degli ultimi 200 m. Supera il 10%. Siamo anche freschi. Raggiungiamo la vetta in meno di un ora. Inizia una lunga discesa.Transitiamo da Manjyrin e Molina Seca. Ore 12.00
Arriviamo a Ponferrada capitale del Bierzo. Entriamo in città proprio sulla piazza principale quella del municipio.Sotto la torre dell'orologio, si entra nella città vecchia. Visitiaimo la

Piazza della Encina. Quel giorno a Ponferrada c’era festa grande. La cattedrale di Nostra signora della Encina era strapiena. Rinunciamo ad entrare. Un castello templare, ora in ristrutturazione, presidio importante dei Templari. Fu eretto dai monaci/guerrieri i quali risiedettero dal 1178 al 1312. Dopo il solito panino e birra, costati piuttosto cari, 16 €, ci avviamo per Villa Franca de Bierzo. Sono 20 Km di su e giù e cambiamenti di ritmo che ti spaccano le gambe. Passiamo da Fuentes Nueva.Attraversiamo le campagne coltivate a vigneti e ortaggi, vediamo il paese di Camponaraja, Cacabelos.

Ore 15.00
raggiungiamo Villa Franca de Bierzo. Cittadina di 3600 abitanti nella provincia di Leon.Sono in crisi per via della mia pelle. Vorrei dormire al pulito e in un letto confortevole. Gli amici acconsentono e dopo la doccia e l’igiene personale mi reco in un centro di sanità per verificare cosa mi succede. Diagnosi, intossicazione alimentare probabilmente da un’alga formatasi nella borraccia causa il riscaldamento dell’acqua. In realtà, è poi stato dimostrato che si trattava di punture da cimici. Mi rassicurano che è una cosa banale e che in pochi giorni grazie ad una puntura e alcune pastiglie, si risolverà. Tutto ciò mi rassicura e mi fa continuare con ottimismo. Costo dell’operazione : € 0. E poi dicono che la sanità in Svizzera è cara ! La diagnosi, quella vera, però sarà poi diversa.Visitiamo il paese, la chiesa di San Nicolas el Real del XVII sec. con annesso il collegio gesuita. Edificio di profilo Barocco. La chiesa di San Francesco, antico convento del XIII sec. fondato da San Francesco d’Assisi pellegrino a Santiago .Lo stile non poteva che essere Romanico.La collegiata del XVI sec. In stile Gotico sorta sulle rovine del monastero di Santa Maria de Cluniato. Il castello edificato nel XVI sec. Su mandata da Pedro de Toledo.Stasera non abbiamo il coprifuoco ma l’impegno del giorno seguente ci consiglia di andare a letto presto.


9 settembre 2006 decima tappa Rabanal del Camino – Villa Franca de Bierzo Km 60

Ore 06.30
Diana, preparativi e ci spostiamo di 100 m per fare colazione. La mia pelle peggiora, ho trascorso una notte a grattarmi e a mettere una crema a base di cortisone datami in una farmacia.La salita alla Cruz de Hierro a 1504 msm inizia subito dopo il paese. Sono 8 Km che salgono con pendenze dolci e ben pedalabili ad eccezione degli ultimi 200 m. Supera il 10%. Siamo anche freschi. Raggiungiamo la vetta in meno di un ora. Inizia una lunga discesa.Transitiamo da Manjyrin e Molina Seca. Ore 12.00
Arriviamo a Ponferrada capitale del Bierzo. Entriamo in città proprio sulla piazza principale quella del municipio.Sotto la torre dell'orologio, si entra nella città vecchia. Visitiaimo la

Piazza della Encina. Quel giorno a Ponferrada c’era festa grande. La cattedrale di Nostra signora della Encina era strapiena. Rinunciamo ad entrare. Un castello templare, ora in ristrutturazione, presidio importante dei Templari. Fu eretto dai monaci/guerrieri i quali risiedettero dal 1178 al 1312. Dopo il solito panino e birra, costati piuttosto cari, 16 €, ci avviamo per Villa Franca de Bierzo. Sono 20 Km di su e giù e cambiamenti di ritmo che ti spaccano le gambe. Passiamo da Fuentes Nueva.Attraversiamo le campagne coltivate a vigneti e ortaggi, vediamo il paese di Camponaraja, Cacabelos.

Ore 15.00
raggiungiamo Villa Franca de Bierzo. Cittadina di 3600 abitanti nella provincia di Leon.Sono in crisi per via della mia pelle. Vorrei dormire al pulito e in un letto confortevole. Gli amici acconsentono e dopo la doccia e l’igiene personale mi reco in un centro di sanità per verificare cosa mi succede. Diagnosi, intossicazione alimentare probabilmente da un’alga formatasi nella borraccia causa il riscaldamento dell’acqua. In realtà, è poi stato dimostrato che si trattava di punture da cimici. Mi rassicurano che è una cosa banale e che in pochi giorni grazie ad una puntura e alcune pastiglie, si risolverà. Tutto ciò mi rassicura e mi fa continuare con ottimismo. Costo dell’operazione : € 0. E poi dicono che la sanità in Svizzera è cara ! La diagnosi, quella vera, però sarà poi diversa.Visitiamo il paese, la chiesa di San Nicolas el Real del XVII sec. con annesso il collegio gesuita. Edificio di profilo Barocco. La chiesa di San Francesco, antico convento del XIII sec. fondato da San Francesco d’Assisi pellegrino a Santiago .Lo stile non poteva che essere Romanico.La collegiata del XVI sec. In stile Gotico sorta sulle rovine del monastero di Santa Maria de Cluniato. Il castello edificato nel XVI sec. Su mandata da Pedro de Toledo.Stasera non abbiamo il coprifuoco ma l’impegno del giorno seguente ci consiglia di andare a letto presto.

10 settembre 2006 undicesima tappa Villa Franca de Bierzo - Triacastela Km 50

Ore 08.05
Si parte. Prendiamo la statale N6 per il passo del Cebreiro posto a 1300 msm. La strada si snoda piuttosto pianeggiante tra una valle piuttosto chiusa. Non esiste traffico anche perché è stato aperto di recente un nuovo tratto di autostrada. Si incontrano alcuni paesini di alcune case, gli abitanti vivono della loro campagna e dal turismo dei pellegrini che percorrono il Camino. Pascoliamo per qualche kilometro per infine trovare la giusta via. La segnalazione delle strade lascia piuttosto desiderare. Attraversiamo Pereje, Trabadelo mentre la salita vera e propria inizia a Hospital Herrerias. In ca 12 Km superiamo i ca 500 m di dislivello. Arriviamo a Piedrafrita a 1100 msm con una vista stupenda sulla valle del Bierzo. Siamo entrati in Galizia. Ci prendiamo un caffè e poi via per gli ultimi 4 Km che portano al Cebreiro. La salita non si è fatta pesare troppo. Alcuni tratti da frullino ma per il resto ben pedalabile. Il tempo è bellissimo, non una nuvola ne un fil di vento e la temperatura gradevole. Siamo a 1300 msm.

Ore 12,00
arriviamo al paesino che porta il nome della montagna, il Cebreiro. Già i romani conoscevano questa via d’accesso alla Galizia. La legione di Ottavio Augusto penetrò attraverso il Cebreiro per incorporare in maniera definitiva la Galizia al oro impero. Attualmente abitano poche decine di abitanti.

Le case sono interamente costruite di pietra alcune con il tetto in paglia altre con il tetto a piode. Ci sembra di essere in una valle del sopraceneri. C’è un albergo del pellegrino. È una meta importante per il pellegrino he si arresta per riposare dopo la salita del Cebreiro.La chiesetta, frammista alle case. C’è una sagra,il paese è affollato numerose bancarelle e capannoni adibiti a cucina. L’odore ci stuzzica l’appetito. Ci gustiamo un bel piatto di polpo, specialità della zona cotto in un brodo piccante e innaffiato abbondantemente di olio. Veramente squisito. Ci pippiamo una bottiglia di vino per tirar su il morale, dopo ci attende una lunga discesa.Incontriamo di nuovo il gruppo di ragazzi di Barcellona. Con Daniel Plana mi intendo bene. Posso essere suo papà. Ci scambiamo l’indirizzo e-mail (Djstian@hotmail.com" ). ma non funziona. È ormai da alcuni giorni che ci rincorriamo. Ore 14,30
Si affronta la lunga discesa. Però per una buona mezz’ora i soliti si e giù ci tormentano fino a raggiungere l’alto del Pojo. Qui inizia la vera discesa. Lunga interminabile e dalle lunghe frenate. Si precipita da 1300 a 600 msm. La facciamo in compagnia di una famiglia spagnola. Padre, madre e due figlie le quali non superano i 15 anni. Complimenti a loro. Passiamo da Fonfria bel paesino di 31 abitanti con case in pietra ma già contaminato dal turismo.

Ore 15,00
Raggiungiamo Triacastela dopo 50 Km. Percorsi. Prendiamo posto in un albergo del pellegrino gestito da privati. Molto bello accogliente e pulito. Largamente il miglior fin ora incontrato.Dopo aver sistemato le bici e una doccia, con Gabri visitiamo il paese. Raffaele preferisce dormire. Deve ricuperare del sonno, la notte dorme poco.

Visitiamo la parrocchia di Santiago. Chiesa barocca ed edificata nel XVIII secolo, la casa del Concello. Sono gli unici edifici che meritano una visita. La chiesa è stupenda.La sera si esce per cena con gli amici di Barcellona con il solito menu del pellegrino. Dimenticavo ma il solito menu del pellegrino è composto al 99% di merluzzo con verdure o patate.

11 settembre 2006 dodicesima tappa Triacastela - Palas de Rei Km 76

Ore 09,00
Si parte veramente un po tardi in direzione di Samos che raggiungiamo rapidamente dopo aver percorso 10 Km. C’è un bellissimo monastero. Secondo la tradizione lo fondò San Martin Dumiense nel secolo VI. Stramo modo di ospitare i colombi.Prossimo paese Portomarin . Mi fermo per fare qualche foto alla chiesa dedicata alla Virgen della Victoria, la casa comunale. Entriamo per timbrare la credenziale. Portomarin è un paese edificato attorno a un lago artificiale.

Prendo alcune foto del paese e delle tipiche strade e case. Portomarin è situato ai bordi di un lago artificiale attualmente quasi vuoto probabilmente la sua funzione è di accumulare acqua per l’irrigazione delle coltivazioni. Infatti, la campagna è completamente percorsa da canali per il trasporto dell’acqua. Le case sono prevalentemente bianche con tetto in ardesia. L’architettura semplice rende queste case molto belle. I continui su e giù ci mettono in crisi di fame quindi decidiamo di fare uno spuntino. Si riparte verso Palas de Rei passando per Ventas de Naron. Si continua con i soliti su e giù, la pianura non esiste. Dobbiamo guadagnare ca 250 msm. Si smette raramente di pedalare. Il rumore della catena sporca di grasso e fango ti accompagna con insistenza. Le mosche non ti perseguitano e non ti mollano un istante salvo nelle rare discese superate in velocità. Attraversiamo molti paesini, superiamo molti pellegrini a piedi. Oramai la meta è vicina anche per loro, ancora 3 – 4 giorni. Tempo permettendo, domani sarà la nostra ultima tappa. Nel pomeriggio raggiungeremo Santiago con due giorni di anticipo.La strada segue fedelmente il profilo del terreno. Alti e bassi. Gli strappi corti ma duri.

Ore 16.00
Dopo 76 Km raggiungiamo Palas de Rei attraversano paesini incantati. Palas de Rei è un brutto paese trafficato e insignificante. Non ho scattato nessuna foto.

12 settembre 2006 tredicesima tappa Palas de Rei - Alto de Gozo Km 76

Ore 09,30
Partiamo un po tardi. Ci restano 65 Km da percorrere per arrivare a Santiago. La giornata è nuvolosa, c’è nebbia, ma il sole dovrebbe presto far capolino. Dopo 11 Km, principalmente in discesa,arriviamo a Melide. Melide è rinomato per il polpo già in precedenza gustato e che avremo modo nuovamente di gustare a Santiago. Transitiamo da Boente. Entriamo in chiesa per una visita . Un prete ci impartisce la benedizione facendoci coraggio in quanto Santiago è vicina. Ci prendiamo un caffè e si riparte con i soliti sali scendi. Non si fa un metro di pianura. Passiamo da Arzua, ci fermiamo a pranzo a Salceda.Finalmente il sole fa capolino e la nebbia si dissolve, fa subito caldo. Riprendiamo la strada la N 547 verso Santiago. La strada segue con regolarità il profilo del terreno, alti e bassi tra piantagioni di eucalipto. Il loro profumo ci segue in modo asfissiante anche se gradevole. Nel frattempo abbiamo deciso di rimandare al giorno dopo l’arrivo a Santiago. Raggiungiamo la Lavacolla, paesino di pochi abitanti tutti contadini. Vediamo dei particolari granai, gli horreos. Costruti nel 18°secolo in granito e legno.
Un hórreo è un granaio costruito in legno o in pietra, distanziato dal suolo per mezzo di colonne “pegollos„, e piastre pure in pietra “tornarratas„ Ricordano quelli delle nostre cascine in val Maggia e Verzasca. È rifinito all'interno per evitare l'accesso dei roditori le pareti hanno solitamente delle scanalature per arieggiare il contenuto. Gli hórreos sono tipici del nord-ovest della Spagna e della Galizia. Di forma quadrata quelli dell' Asturia e rettangolari quelli della Galizia. Ore 15,00
Raggiungiamo l’alto de Gozo alla periferia di Santiago. in basso si vede Santiago e le guglie della cattedrale. C’è una chiesetta dedicata a San Marco, un monumento inaugurato dal Papa Voitila per l’anno del giubileo. Moderno e poco rispettato.
Prendiamo posto in un centro per pellegrini. Grandissimo, possono alloggiare ca. 800 persone. Un immenso dormitorio. Mi sembra poco pulito, tutto puzza di sudore. Ma è per tutti lo stesso odore che ci portiamo addosso oramai da parecchi giorni. La manutenzione lascia a desiderare.Pazienza, non c’è di meglio. Dopo la doccia riposiamo un po’, scriviamo il nostro diario e ci prepariamo per andare in paese a cena. Il solito menu però questa volta ottimo e abbondante. Pasta, carne e pesce, il solito merluzzo alla romana ben cucinato, dessert, vino e acqua e un buon caffè de poda. Un caffè preparato come una volta nel pugnatin. Il centro è aperto tutta la notte ma non ne approfittiamo per fare tardi. Domani saremo a Santiago, l’emozione cresce.

13 settembre 2006 quattordicesoma tappa  Alto de Gozo - Santiago Km 6

Questa pagina rimarrà vuota. Nel mio diario ho scritto tutte le mie emozioni provate all'arrivo a Santiago.
Sono e rimango un non credente ma a Santiago, anche per un non credente, si provano delle emozioni che altrove non ho mai provato.

Gabriele